di Luca Marrone
Modena. Le indagini sulla misteriosa morte di Alice Neri continuano.
In questi giorni, come emerso nel corso della trasmissione Quarto Grado, è stato possibile ricostruire gli ultimi spostamenti della 32enne, da giovedì 17 novembre al pomeriggio di venerdì 18 novembre, prima del ritrovamento del suo corpo carbonizzato nel bagagliaio della sua auto a Fossa di Concordia.
Questo lo scenario che potrebbe delinearsi. La donna finisce il turno di lavoro a Cavezzo alle 16.30, poi scambia messaggi con il marito fino alle 18,01 e il ritorno a casa, verso le 18.30. Motiva il ritardo dicendo di essere stata impegnata sul lavoro, annuncia di dover incontrare un’amica per un aperitivo ed esce nuovamente senza cambiarsi.
Partita dalla villetta di Rami di Ravarino, Alice attraversa la Bassa e, alle 19.45, giunge allo Smart Cafè di Concordia. È sola, in attesa di Marco, il collega 32enne, di origine sarda, con cui ha appuntamento. A detta dei testimoni, parla tranquillamente al telefono. Il collega arriva e, insieme, rimangono a chiacchierare fino alle due del mattino. Il locale chiude e i due escono nel piazzale antistante il bar, dove vengono ripresi dalle telecamere di sorveglianza. Passa un quarto d’ora, i due si salutano e ognuno sale sulla propria auto.
2.30: la telecamera di via Santi, poco distante dal bar, riprende l’auto del collega di Alice mentre svolta a destra, in prossimità di un semaforo.
2,40: la stessa videocamera immortala la macchina della donna che svolta nella direzione opposta. Cosa è successo in quei dieci minuti?
2,51: le riprese delle telecamere di sorveglianza di un caseificio riprendono l’auto di Alice che attraversa le campagne di Concordia. A bordo, una sola persona, purtroppo non distinguibile.
Secondo quanto rivelato da Quarto Grado, poi, il cellulare di Alice è stato geolocalizzato da Google alle 3.40 a Concordia, nuovamente nei pressi dello Smart Cafè. Dunque? Dai dintorni del caseificio, Alice ha fatto ritorno al bar? Perché? Si è prospettata anche la possibilità di un errore tecnico.
Sempre secondo la ricostruzione proposta dalla trasmissione di Rete 4, dopo la scomparsa, il marito di Alice ha aperto Messanger dal profilo Facebook della moglie. In questa circostanza, si sarebbe accorto dell’assenza di alcune chat, tra cui quella con Marco che – continua la ricostruzione televisiva – dal giorno dell’omicidio non sarebbe più rientrato al lavoro, facendo ritorno in Sardegna.
Quarto Grado riferisce che, all’esito di un’ispezione condotta a casa di Marco, sarebbe stata recuperata una tanica di combustibile, diversa da quella, contenente liquido infiammabile, rinvenuta sulla scena del crimine. A quanto accertato, la notte in cui Alice Neri ha trovato la morte, nessuno avrebbe riempito una tanica a un distributore della zona. Il che legittimerebbe l’ipotesi che l’omicida potesse averla con sé proprio per attuare il suo proposito omicida. D’altra parte, teorizzare senza disporre di dati completi e certi si rivelerebbe, come sempre, pericolosamente fuorviante. A quanto emerso, il giovane sarebbe un appassionato di moto e, dunque, la presenza in casa sua di una tanica sarebbe di certo giustificata.
Nei giorni scorsi abbiamo dato conto del fatto che, recentemente, presso il luogo in cui la donna è stata rivenuta carbonizzata, i giornalisti di Mattino Cinque hanno trovato le maniglie di un’automobile, compatibili con quella della vittima, nel cui bagagliaio si trovava appunto il corpo senza vita di Alice. Il giorno dopo, le maniglie sembrerebbero essere scomparse. Erano effettivamente in correlazione con la vicenda? Per il momento, il mistero rimane fitto.