di Giulio Catalucci

Il giallo per eccellenza. Una scia di omicidi brutali perpetrati tra il 1968 e il 1985.

Le vittime, otto coppie di giovani innamorati, uccise, massacrate, martoriate, mentre erano appartate nelle campagna fiorentine, nelle serate estive di un’Italia ancora molto tradizionalista e pudica.
Un’ inchiesta infinita che si era ufficialmente conclusa con la condanna nel 2000 dei cosiddetti “compagni di merende”: Mario Vanni e Giancarlo Lotti (oggi deceduti);  Pietro Pacciani, invece, condannato a 14 ergastoli in primo grado venne assolto in appello, (sentenza successivamente annullata) e morì a procedimento ancora in corso.
Caso ufficialmente chiuso. Ma solo sul piano giuridico. Perché negli anni sono emersi nuovi elementi, che che hanno fatto crescere dubbi e nascere nuovi ipotesi, un mistero in cui i pezzi del puzzle non sembrano mai incastrarsi completamente.
Un’ importante novità emerge in queste ore, Paolo Vanni, nipote di Mario e quindi avente diritto in qualità di prossimo congiunto, presenterà formale istanza di revisione per la sentenza ai “compagni di merende” che ha condannato lo zio all’ergastolo e Giancarlo Lotti a 30 anni di reclusione per il duplice omicidio in località Scopeti, dove vennero massacrati due giovani francesi, Nadine Mauriot e Michel kraveichvili.
Ad annunciarlo è il suo legale Valter Biscotti, che assiste anche una sorella della povera Nadine, e l’avv. Antonio Mazzeo, legale dalle stessa famiglia Mauriot e della famiglia Kraveichvili.
Gli avvocati in una nota spiegano: “Non ci possono essere più dubbi su cosa fare specie dopo aver scoperto che la cartuccia rinvenuta nell’orto di Pacciani, era artefatta, quindi la procedura di revisione è l’unica strada per fare chiarezza e come prima cosa si espleterà una nuova e più aggiornata consulenza tecnica entomologica per definire il giorno esatto del duplice omicidio degli Scopeti”.
Gli avvocati si avvalgono anche della consulenza di Paolo Cochi, scrittore e documentarista, massimo esperto sul caso, che dichiara: “ anch’io come gli avvocati sono convinto che ci troviamo di fronte ad un serial killer unico, siamo tutti convinti che nelle carte processuali ci sia la chiave della soluzione del caso”.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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