Oggi, 19 agosto, si celebra la Giornata Mondiale dell’Aiuto Umanitario, istituita nel 2009 dall’ONU in ricordo delle ventidue vittime morte nel bombardamento della sede dell’ONU in Iraq nel 2003, tra cui Sergio Vieira de Mello, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani.

I principi su cui si basano gli aiuti umanitari sono quattro, cioè umanità, imparzialità, neutralità e indipendenza.
È una giornata importante per tutti gli operatori umanitari che in ogni momento mettono a repentaglio la propria vita, lottano e aiutano, con tutti i supporti possibili, le popolazioni in difficoltà.
Si tratta di un lavoro esposto sempre a gravi pericoli, come riportano le statistiche: l’anno scorso 203 operatori umanitari sono stati gravemente feriti, 117 rapiti e 141 uccisi, sancendo il maggior numero di vittime a partire dal 2013.
Sui social, per l’occasione, predomina l’hashtag #TheHumanRace#ItTakesAVillage #worldhumanitarianday per sottolineare il concetto della protezione dell’umanità che presuppone sempre una sfida in termini di vita o di morte. Sono tante le crisi che ogni giorno molti Paesi devono affrontare: oltre alla più recente crisi sanitaria legata all’emergenza Coronavirus, vi sono altre epidemie, disastri naturali e climatici, inondazioni, siccità. Basti pensare a tutti i progetti, anche educativi, messi in atto per sensibilizzare l’opinione pubblica e accrescere la consapevolezza riguardo, ad esempio, la violenza contro le donne, la povertà, l’accesso alle risorse e al rispetto dei diritti fondamentali. Si ricordi anche la creazione del Corpo europeo di solidarietà che dal 2022 offre nuove attività di volontariato transfrontaliero a sostegno di operazioni di aiuto umanitario nei paesi terzi.
Tutte urgenze che richiedono un grande sforzo umanitario: cosa c’è di più gratificante di aiutare altri essere umani a rialzarsi e a trovare una luce in fondo al tunnel nei momenti in cui sembra tutto perduto.