Mauto: due nuove release per il cantautore romano.
Una canzone dedicata al Parkinson e un inedito tratto dalla grande Tracy Champan.
Due nuove release per il cantautore romano Gianfranco Mauto. Due canzoni che spaziano nel tempo pescando dal passato e impuntando nuove direzioni per il futuro. La prima è estratta da “Il tempo migliore”, quel disco che trovò anche una dimensione tutta acustica anche impreziosita dal singolo “Nero Bianco e Blu” le cui liriche sono a firma di Piero Ciampi. Da quel disco Mauto ripesca “Le mani nel vento”, singolo e video che esce nella giornata mondiale per la ricerca sul Parkinson, tema di attualità delicatissimo che l’artista immortala dentro una delicatissima allegoria dei corpi, del contatto, della mani… e poi il nuovo inedito (o quasi…): parliamo de “La tua rivoluzione”, singolo che pesca la celebre “Talkin’ ‘bout a Revolution” di Tracy Chapman e che il nostro codifica e veste su misura… una misura di vita che somiglia un po’ a ognuno di noi. Il tempo futuro significa anche rinascita e rivoluzione dentro le metriche di una delicatissima e intramontabile ballata Pop d’autore. Anche “La tua rivoluzione” la troveremo dentro i principali canali digitali in una duplice veste: acustica e prodotta, come fosse davvero un 45 giri del tempo d’oro della musica italiana.
Due nuovi singoli in cassaforte. Un piede ancora nel passato ed uno nel futuro. Ha un qualche significato?
Ci rinnoviamo prendendo spunto da quello che siamo stati. Lascio dietro me un lavoro complesso come quello de “Il tempo migliore”, sviluppato in due versioni: “Studio”, molto elettro-pop ed “Acustico”, con tutti i brani risuonati piano e voce dal vivo, e provo a guardare avanti partendo proprio da quest’ultimo esperimento, che mi ha permesso di riportare le canzoni al loro stadio primitivo, per ritrovare soprattutto la gioia di suonare insieme e registrare dal vivo, dopo due lunghi anni di distanze e condizionamenti.
Le parole sono importanti, come diceva un vecchio film e sì, oggi più che mai soprattutto la seconda acquista per me un valore più profondo: parlo della rivoluzione nostra di esseri umani pensanti, di fronte alle brutture della guerra ma anche delle violenze di tutti i giorni, contro noi stessi e l’ambiente che ci circonda: è in questo che bisogna rinascere, è questa la rivoluzione da fare.
Sì. Siamo noi a dover rinascere ogni giorno e la nostra rivoluzione parte da quello di più profondo che abbiamo: dalla nostra anima, dal nostro sentire, dal nostro rapportarci agli altri essere viventi di questo spazio e tempo. Ma è una rivoluzione soprattutto delle piccole cose, che diventano poi grandi se unite a quelle degli altri: è così che quel tempo che vivremo potrà essere migliore.
E, stando dentro questa chiave di lettura romantica, nel futuro parli di “rivoluzione” personale… e questo ha un significato?
Già fare un piccolo passo verso l’altro, mettendo da parte le nostre piccole utilità personali, significa per me fare una grande rivoluzione. Nel testo dico: “È il tempo migliore per decidere da che parte stai”: ecco, questa è la prima rivoluzione che possiamo cominciare a fare, già da domattina.
Chi è Mauto dopo un brano del genere (e mi riferisco a “La tua rivoluzione”)? Sono canzoni che segnano un passaggio… credo…
Lo stesso di prima, ancora però più risoluto e convinto degli stessi ideali da ragazzino; e ancora più determinato a trovare suoni e parole nuove per descrivere questa sensazione di appartenenza all’infinito, questo desiderio di riscatto e rinascita umana, oltre le apparenze e le mistificazioni superficiali da cui siamo circondati.
E per non perdere coerenza esiste anche una versione acustica di questo brano, sbaglio? Un 45 giri fatto e finito?
La versione acustica del brano, che è la mia personale rivisitazione della canzone “Talkin’ ‘bout a revolution” di Tracy Chapman è in realtà uscita con un video lyrics su YouTube il 1 Maggio 2020, nel pieno della pandemia, come grido di speranza proprio quando ci sentivamo tutti disorientati e spauriti. Oggi è confluita appunto in questo EP, una sorta di vecchio 45 giri, insieme alla nuova versione “elettrica” perché volevo fermare anche il sapore del nuovo tempo che viviamo, dopo quelle brutture: così, tornare a suonare insieme, dal vivo, registrandola in presa diretta per catturare tutte le emozioni e le vibrazioni per tanto tempo tenute nascoste, mi ha restituito tutta quella energia che aspettava solo il momento di liberarsi.
Il prossimo disco di Mauto dunque sarà acustico o prodotto?
Credo che questi due mondi convivranno, ma sicuramente ci sarà in primo piano proprio l’interazione umana tra amici/musicisti, un modo di mischiare nuovamente le armoniche dell’anima perché la musica, in fondo, è tutta qui.



