di Rita Lazzaro
19 Marzo festa del papà e tra questi papà c’è lui, Emilio Vincioni, la cui storia inizia quando la moglie all’ultimo mese di gravidanza, presenta un’esigenza più che comprensibile: andare a partorire nella sua terra d’origine, la Grecia.
Ovviamente la premessa di questo informale accordo tra coniugi, dopo la nascita della loro figlia in Grecia, alla presenza ovviamente del padre, era di un pronto rientro in Italia, ossia nel luogo in cui Emilio e la moglie lavoravano, vivevano e ovviamente risiedevamo entrambi da oltre due anni.
Dal 2016, per Emilio inizia un calvario umano e giudiziario. La moglie aldilà di mere dichiarazioni di intenti infatti, non tornerà più in Italia se non per partecipare a qualche udienza né tanto meno la figlia nata nel febbraio 2016.
Prima di iniziare una battaglia legale, Emilio tenta una serie di mediazioni. Lo stesso parla di “condotte ponziopiltesche” delle istituzioni a tutti i livelli.
Condanna l’interpretazione che si dà del “supremo interesse del minore”. Per lui infatti, è del tutto inconcepibile che la residenza abituale di una neonata e di conseguenza “il centro dei suoi interessi”, non sia dove la famiglia è stabilmente residente ma dove la bimba è invece temporaneamente venuta al mondo e dove poi è stata trattenuta unilateralmente e con arroganza. Per Emilio, il suo precedente, essendosi espressa persino la Corte di Giustizia Europea, ha creato e sta creando danni incalcolabili in ambito UE ,in dinamiche consimili visto che tale precedente, fa a tutti gli effetti “Legge”.
Per di più la Corte dei diritti umani di Strasburgo ha incredibilmente rigettato il ricorso di questo papà in cui lamentava l’acclarata violazione del diritto alla vita familiare ex art 8 della convenzione europea dei diritti dell’uomo.
“Voglio che quando sarà grande legga tutto quello che ho fatto per difendere i suoi diritti.
La mia vicenda è l’ennesima dimostrazione che è una prassi sia la disapplicazione totale di chiari principi costituzionali in Italia, che il non rispetto di norme comunitarie poste a tutela dei minori in Europa, a mero titolo di esempio l’art 30 della cotituzione l’art 337 ter cc , l’art 8 della convenzione europea dei diritti Dell'”uomo”.
Queste le parole di un padre disperato che da anni lotta per essere semplicemente padre.
E proprio a supporto di questo papà l’Associazione Assotutela ha deciso di manifestare la sua solidarietà, dando luogo a uno sciopero della fame proprio in occasione della festa del papà, iniziativa a cui hanno aderito altresì:
GIORGIO CECCARELLI :presidente dell’associazione “Figli negati”.
ROCCO VASSALLO : papà separato che considera il dottor Ceccarelli ,il suo mentore e ideatore della pagina facebook “Papà separato”
CRISTIAN VACCA: anche lui un papà separato che dà man forte a genitori separati e alla tutela dei minori,col gruppo “Cari figli miei”, da lui stesso realizzato.
E a loro si aggiunge altresì un altro papà separato GIAN PAOLO QUERCETANI e la sua compagna ALEXANDRA GIANNINI ,membri di Mantenimento Diretto,sempre in prima linea per la tutela del diritto inviolabile del minore alla bigenitorialità.
A questi papà separati si unisce altresì ANDREA BOZZOLA
WILLIAM PEZZULLO: ragazzo amaramente noto per essere stato sfregiato con l’acido dalla sua ex e da un complice. E proprio per lo stato di salute in cui versa, oggi, non può scioperare ma si apprezza ovviamente il gesto.
PATRIZIA MONTALENTI: Presidente dell’associazione Ankyra centro antiviolenza persone maltrattate
GIANNI CASALE: avvocato e presidente dell’associazione progetto Anthea.
Leopoldo di Nanna: avvocato cassazionista, Presidente del coordinamento nazionale Forza dei consumatori.
ERIK PAPI: psicopedagogista sempre in prima linea per la tutel dei minori.
LAURA VOLPINI : psicologa giuridica e forense. Sapienza Università di Roma.
VALERIO VERNI : avvocato penalista,zio di Pamela Mastropietro e legale della famiglia. Sensibile alla violenza di genere e alla piaga sociale concernente i papà separati.














