Il disturbo per deficit di attenzione e iperattività è un disturbo di origine neurobiologica che inizia in età infantile e che influenza il 3 – 7% dei bambini in età scolare.
È uno dei disturbi gravi di comportamento più frequente in età scolare (6-12 anni) e tra i più frequenti nell’adolescenza.
In genere colpisce maggiormente i maschi rispetto alle femmine. È caratterizzato principalmente da sintomi di disattenzione, iperattività e impulsività, ad un livello di intensità o frequenza maggiore rispetto ai normali livelli relativi a ciascuna tappa evolutiva.
Questi comportamenti causano difficoltà di adattamento alle regole e difficoltà di regolazione del comportamento ed interferiscono in modo significativo sul rendimento scolastico e sulle dinamiche socio-familiari quotidiane.
Si tratta di un disturbo cronico e, abitualmente, richiede un’assistenza psico-educativa a lunga durata.
L’età media dell’inizio dei sintomi si colloca tra i 4 e i 5 anni. Un bambino con ADHD in età prescolare può manifestare i seguenti comportamenti: picchiare i compagni, manifestare una curiosità insaziabile, iperattività, non rispettare le regole, giocare in maniera brusca, inquietudine motoria, goffaggine (per una questione di irrequietezza), arroganza e pretenziosità nei confronti dei genitori, insegnanti e compagni. Spesso presentano anche problemi di sonnolenza e alimentazione. Generalmente, il disturbo viene individuato in età scolare (6-12 anni), dal momento che i sintomi che si possono presentare in età prescolare possono essere considerati come caratteristiche proprie di quell’età.
La diagnosi si realizza solitamente all’inizio dell’educazione primaria, quando compaiono sintomi che si ripercuotono sul rendimento scolastico: compiti incompleti e con errori, poca organizzazione, frequenti distrazioni, eccessiva loquacità, anticipazione della risposta senza aver ascoltato la domanda e disfunzione sociale (comportamento inadeguato in classe, difficoltà nell’accettare le regole, aggressività, interruzioni, intromissioni, ecc.).
Un adolescente con ADHD si può riconoscere dai seguenti comportamenti: iperattività fine, cioè, sensazione di inquietudine interiore, movimento incessante della gamba, tendenza a tenere sempre un oggetto in mano, ecc.
Nell’ambito scolastico vengono spesso considerati dai professori come alunni disorganizzati, con poca voglia di studiare e, in generale, presentano un rendimento al di sotto delle loro capacità, principalmente perché non si sforzano (evitano lo sforzo mentale) o non ricontrollano i propri lavori (per esempio consegnano i compiti rapidamente).
Hanno difficoltà nel priorizzare i compiti e tendono a passare da un compito all’altro, senza concluderne uno.
Cambiano spesso gruppi di amicizia e presentano problemi di comportamento: mancano di rispetto ai professori, manifestano atteggiamenti di sfida, non rispettano le regole e possono arrivare ad adottare comportamenti a rischio come il consumo di sostanze.
A volte, possono presentare sintomi depressivi: tristezza, autostima bassa, apatia, ecc. e sintomi ansiosi. In età adulta il disturbo continuerà nel 50-60% dei casi. Possono presentare problemi nel contesto lavorativo e nelle relazioni interpersonali così come bassa autostima e abuso di sostanze, ma possono imparare a gestire il disturbo e non manifestare problematiche, dimostrando capacità di lavoro maggiori rispetto agli altri.
La diagnosi dipende, in gran parte, dai problemi psicosociali associati (familiari, comorbidità) e l’aumento di un trattamento adeguato (psicopedagogico e, se necessario, farmacologico).
È importante considerare che i sintomi nucleari dell’ADHD come disattenzione, iperattività e impulsività sono normali manifestazioni dell’età prescolare e non sintomi propri dell’ADHD.
Inoltre, si tratta di categorie che si sviluppano dalla normalità alla patologia: si dovrà sospettare che il nostro bambino soffra di disturbi dell’attenzione nel caso in cui i sintomi persistano nel tempo e interferiscano nello svolgimento delle attività quotidiane: nelle sue relazioni sociali e familiari, nel suo rendimento scolastico, nella sua autostima, nei suoi hobby.
Dott.Milano Michele