di Marco Vittoria

Il nuovo disco di Ippolito si intitola “Piano Pop”. Un lungo viaggio nella grande canzone italiana.

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Vasco Rossi, Eros Ramazzotti, Zucchero, Pino Daniele, Tiziano Ferro, Marco Masini, 883, Biagio Antonacci, Lucio Battisti, Nek, Antonello Venditti e, per chiudere, il grandissimo Totò. Questi i nomi che ha rivisitato e interpretato il cantautore campano Ippolito in questo bellissimo lavoro di medley e omaggi singoli dal titolo “Piano Pop”, che celebra a pieno la grande bellezza della canzone leggera italiana. Ed è una veste insolita per tutte queste grandi perle d’autore quella che ci regala Ippolito, rileggendo le melodie immortali con un arrangiamento prettamente di solo pianoforte e voce. Un disco eclettico nelle scelte, romantico nella voce e dolcissimo di grandi nostalgie e adolescenze.

“Piano pop”. Pariamo da questo incontro di nomi e di stili. Ti va di raccontarcelo?

“Piano pop” è un progetto che avevo in mente da un paio d’anni. Nel corso della mia carriera oltre a cantare le mie canzoni, ho sempre interpretato alcune cover, soprattutto negli anni delle prime esperienze. Questo album, se vogliamo è un po’ la finalizzazione di quanto interpretato in passato, una sorta di raccolta dei brani celebri d’autore che hanno accompagnato la mia infanzia e adolescenza.

Che poi il tuo look è decisamente figlio di uno stile diverso sia dal piano sia dal pop… O sbaglio?

Forse si, forse no, il mio look appartiene sicuramente a chi fa musica, a chi crea, a chi vive ogni giorno di arte. Certo che considerando il prodotto che ho proposto, di stampo tradizionale, forse il mio taglio di capelli e i vestiti che indosso sono sicuramente un po’ aggressivi rispetto al contenuto. Del resto si fa di necessità virtù, viviamo in un’era dove per farsi notare, le canzoni non bastano, ci vuole il cosiddetto brand, l’impronta personale, la firma che ti rende riconoscibile in mezzo a tanti.

Come hai scelto i brani per questo disco? Impresa non da poco scegliere pochi successi dentro anni di tradizione pop italiana…

Le canzoni che ho scelto nella realizzazione di “Piano pop”, come dicevo prima, rappresentano il mia infanzia e adolescenza. Gli artisti a cui ho reso omaggio con questo lavoro, li ho sempre visti come un oracolo per me, un punto di riferimento su cui costruire il mio percorso artistico per poter scrivere le mie canzoni. Certo, nonostante il disco si componga di dodici brani, non sono riuscito, per questioni di spazio, ad inserire altri cantautori che amo. Ho dovuto sacrificare qualcosa.

Un disco che si presenta scarno, sintetico, personalmente intimo. A fronte di un Pop italiano sempre altamente prodotto. E questa scelta invece da dove nasce?

Non me ne sono fregato delle logiche di mercato e delle esigenze radiofoniche, volevo esprimere me stesso, far cantare la mia voce in modo intimo, spogliare ai raggi x dei grandi classici e riproporli in chiave intimista. Ci sono troppi cantanti in giro che ripropongono le cover semplicemente cantandoci sopra, ma senza alcuna elaborazione. Non era questa la mia intenzione, non avrebbe avuto senso.

Un altro video in cantiere?

Si, ci sono un altro paio di videoclip per la fine dell’anno che concluderanno questa esperienza. Nel 2021 mi dedicherò alla lavorazione dei miei brani.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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