E’ noto ormai a tutti che le nostre vite sono cambiate:
Le vie di comunicazione sono ormai ridotte a semplici mezzi tecnologici ai quali la maggioranza popolazione non è nemmeno in grado di usufruire o accedere.
Si sta governando un paese all’insegna della prevenzione sanitaria ma la vera domanda da porsi è: siamo sicuri di aver intrapreso la strada giusta? Stiamo davvero salvaguardando i cittadini da ogni tipo di disagio?
Le risposte non esaustive e lacunose che abbiamo preoccupano e non poco, bisognerebbe pensare in un momento così critico alla salute dell’individuo nella sua totalità, garantendo così benessere fisico e mentale.
Il totale relax che stiamo vivendo nelle nostre case, persi in un continuo zapping televisivo e interpreti di un regime alimentare quantomai stravagante, ci porta al pensiero dei nostri cari facendoci ricordare quanto ci manchi un loro abbraccio e un semplice caffè in famiglia.
Si crede che così facendo le persone siano completamente emarginate dalla sofferenza fisica,la quale potrebbe non ritirarsi in fretta,senza pensare che a volte il benessere mentale giochi un ottimo elemento al livello di prevenzione.
Proprio per questo rispettando ogni ordine restrittivo bisognerebbe iniziare a muoversi in modo concreto iniziando come prima cosa a far sapere le reali condizioni di salute di un individuo senza rimanere nel dubbio più totale con reali conseguenze che rischiano di essere deleterie per un soggetto con ulteriori disagi personali.
Si dovrebbero quindi trovare delle soluzioni per distinguere le persone realmente a rischio da quelle che nonostante le dovute precauzioni potrebbero mandare avanti le loro vite in modo leggermente più naturale senza sentirsi continuamente schiavi di un nemico invisibile che fortunatamente non ha agito su di loro in prima persona.
Non si parla di fare cose fuori dalle regole si parla per esattezza di poter dare speranza e forza a quelle persone che stanno combattendo ,da sole o al fianco di persone poco affidabili,questa guerra psicologica tra quattro mura perché obbligate a stare lontano da un proprio caro.
Le persone rimangono tali,nel bene e nel male,anche di fronte ad una battaglia del genere,dove spesso le emozioni ricoprono un ruolo da protagonista,proprio per questo bisognerebbe dare ai cittadini una informazione più ampia e oggettiva del problema, concendendo, per chi volesse, di scendere in prima linea per combattere questa guerra da protagonista.
Denise Cascio