Esce “Due” l’esordio dei Refilla in solo formato USB. In rete sono 3 i video ufficiali del progetto
Si intitola “Due” il primo disco dei REFILLA ed è un progetto decisamente intenso e ricco di analisi e citazioni. Partiamo col dire che è un disco d’esordio – almeno dal punto di vista dell’iter normale della medianicità discografica. Un lavoro di rock digitale, di pop nella canonica forma canzone ma anche di Rap e un poco R’n’B patinato di periferie metropolitane. Siamo nell’era adolescenziale delle mode di grandi industrie, siamo sul pezzo e ci restiamo con gusto in un lavoro che prende anche dal punto di vista romantico – con ballate meno costrittive e più dolci come la splendida “Partire a settembre” di cui il video in rete. Un suono moderno ma pur sempre classico soprattutto negli arrangiamenti e nelle soluzioni adottate.
Di certo brani come “Vita da spalla” fanno quadrare il cerchio regalandoci un brano decisamente internazionale, quasi epico con queste pareti sonore un po’ alla Link Park (forse proprio l’intro di “Partire a settembre” riprende quel certo dialogo) e con un cantato italiano che però trascina prepotentemente il tutto in una dimensione nostrana. E a proposito di intro, quando inizia “Revoler” con quel gioco di elettrica che disegna qualcosa di assai incisivo: ma non l’abbiamo già sentito?
Pazzia come rivoluzione, pazzia come normalità, pazzia come essere normali. Si parla di una medaglia e delle sue facce, si parla della vita e penso che il leitmotiv sia decisamente interessante e per la prima volta (almeno per me) mi confronto con il solito discorso sociale ma visto da una prospettiva nuova e carica di poesia. La pazzia forse come nullaosta per una normalità che altrimenti ci verrebbe vietata? Forse, così come è vero qualsiasi altro modo di vedere la storia. Tra le mani non abbiamo un disco ma un medicinale, per la salvezza o per l’omologazione: sta a voi deciderlo a seconda di come farvi contaminare. “Due” non è un CD ne un VINILE: è una CAPSULA USB con tanto di Bugiardino come quello per le controindicazioni. E qui di controindicazioni ne avremmo tante se solo la smettessimo di ascoltare la musica con sufficienza. Bellissima via per la pazzia, quella che salva le menti.


