L’82% dell’incremento di ricchezza globale registrata nell’ultimo anno è andato all’1% della popolazione mondiale, mentre il 50% della popolazione mondiale meno abbiente, pari a 3,7 miliardi di persone, non ha beneficiato di alcun aumento. Questi i dati diffusi dal rapporto di Oxfam (organizzazione non profit che si dedica alla riduzione della povertà globale) “Ricompensare il lavoro, non la ricchezza”, presentato in occasione del Forum Economico Mondiale di Davos.
In Italia a metà 2017, il 20% più ricco degli italiani deteneva oltre il 66% della ricchezza nazionale netta. Nel periodo 2006-2016, il reddito nazionale disponibile lordo del 10% più povero degli italiani è diminuito del 23,1%.
La crisi della disuguaglianza peggiora sempre più mentre i vantaggi della crescita economica continuano a concentrarsi nelle mani di pochi. Attualmente vi sono nel mondo 2.043 miliardari (valore in dollari) e nove su dieci sono uomini. Nel periodo 2006-2015 il reddito dei lavoratori comuni è aumentato in media del 2% all’anno, mentre la ricchezza dei miliardari ha goduto di un incremento annuo di quasi il 13%, cioè 6 volte di più. È sempre più ampiamente dimostrato che gli attuali livelli di disuguaglianza estrema vanno ben al di là di quanto possa essere giustificato dal talento, dall’impegno e dalla propensione al rischio; molto spesso sono piuttosto frutto di eredità, monopolio o legami clientelari con i Governi.
La disuguaglianza economica e il divario salariale di genere sono strettamente correlati. A livello globale gli uomini possiedono maggiori beni fondiari, partecipazioni azionarie e altre voci di capitale rispetto alle donne; sono meglio retribuiti delle donne a parità di mansioni; sono più concentrati nelle professioni meglio retribuite e che conferiscono un più alto status sociale.

MILANO MICHELE