“Una norma che, oltre ad essere vessatoria nei confronti del consumatore, potrebbe rivelarsi un flop anche a livello di gettito fiscale”. Così Campagne Liberali, l’associazione per la difesa della libertà di scelta dei consumatori, commenta con una nota l’ipotesi secondo la quale il Governo sarebbe intenzionato a introdurre, dopo l’aumento delle accise sul tabacco avvenuto nel giugno scorso, una ulteriore tassazione di 1 centesimo a sigaretta. Un incremento di 20 centesimi a pacchetto che, a loro dire, permetterebbe di finanziare le numerose spese della sanità e indurre i fumatori a smettere.

“Nonostante l’aumento delle accise sia già avvenuto, le previsioni riguardo le entrate dalla tassazione sul tabacco per l’anno fiscale 2017 registrano un ammanco pari a 1 miliardo di euro. Del resto il mercato del tabacco è in costante contrazione e lo è, di conseguenza, anche il ritorno fiscale per l’erario” – sostiene Campagne Liberali.

“Con una tassa di scopo che andrebbe a colpire tutte le sigarette indistintamente si potrebbero avere effetti decisamente contrari a quelli voluti dal Governo” – prosegue l’associazione, secondo la quale – “Il consumatore potrebbe semplicemente cambiare abitudini, passando ai prodotti meno costosi, e nel peggiore dei casi potrebbe affidarsi alle sigarette di contrabbando che oggi in Italia rappresentano una percentuale molto bassa del consumo totale di tabacco”.

“Se questo aumento sarà applicato, le case farmaceutiche saranno le sole a guadagnarci” – conclude la nota di Campagne Liberali – “visto che il gettito derivante da questa tassazione potrebbe essere riversato – a dire della ministra Lorenzin – in un fondo per l’acquisto di farmaci per la cura del cancro. È uno scenario abbastanza preoccupante, se pensiamo che lo scopo dichiarato dovrebbe essere quello di diminuire il numero dei fumatori e, di conseguenza, la spesa sanitaria”.