Il filosofo più copiato dai social network era un eccentrico. Un falso mito, sicuramente un falso personaggio che si è creato attorno al notissimo filosofo tedesco. Lui che più di ogni altra cosa combatteva gli stereotipi, i falsi modelli e la creazione di “megalomanie” è diventato inaspettatamente un punto di riferimento per i poeti del nuovo millennio. Coloro i quali vivono e scrivono sui social network oggi traggono enorme ispirazione, forse nemmeno senza saperlo, da alcune massime di Nietzche: “Ciò che si fa per amore è al di là del bene e del male”, o ancora “Bisogna avere un caos dentro di sé per generare una stella danzante”.
In realtà il filosofo tedesco era un uomo molto insicuro, anche nelle piccole cose, anche se è stato straordinariamente lungimirante nel cogliere i problemi che avrebbero afflitto la società futura in termini di pensiero, ideali e principi.
Nietzche era debolissimo fisicamente, era afflitto da emicranie fortissime che lo costringevano a letto di continuo e a ciò si aggiungevano stati di nausea e vomito, con forti mal di stomaco. Tutto ciò è però nulla se rapportato a quanto accaduto negli ultimi anni della sua breve esistenza, quando lo colpì una quasi totale cecità.
Una profonda insicurezza, tipica dei più grandi filosofi della storia, che si rifletteva in particolar modo nel rapporto con le donne, con amori quasi mai ricambiati. Un’accurata analisi della sua vita sentimentale, infatti, fa ragionevolmente presumere che non abbia mai consumato un rapporto sessuale, avendo per buona parte della sua vita inseguito amori impossibili.
Il maggiore dei fraintendimenti su di lui è legato all’accessibilità del suo pensiero, non comprensibile a tutti, anzi. E’ per questo che risulta paradossale come sui social network, Facebook su tutti, siano proprio lui e le sue massime la maggior fonte inconsapevole di ispirazione. L’intenzione della sua filosofia era quella di trafiggere e sconvolgere, non dare un senso o una spiegazione. Un filosofo con cui è necessario andare oltre per cogliere l’essenza del suo pensiero e non fare un copia e incolla delle sue più celebri, ma ambigue, frasi che spesso ingannano, celando al proprio interno verità ben più profonde e pessimistiche rispetto alla classica idea del “superuomo” tanto decantato dal filosofo tedesco.


