Di Valeria Davide
È finita in tragedia la vacanza per una famiglia di Torino, rispettivamente padre, madre e figlio di undici anni recatasi a Pozzuoli in visita al vulcano dei Campi Flegrei – la Solfatara. Il vulcano è attivo, in stato di quiescenza e la zona presenta numerose fumarole e getti di fango bollente.
L’area è gestita da privati: secondo la ricostruzione dei periti e degli agenti del commissariato di Pozzuoli, verso le dodici il ragazzino ha oltrepassato una recinzione che contrassegnava una zona interdetta, cadendo in una voragine profonda due metri e mezzo che si è aperta improvvisamente. Inseguito dai genitori – Massimiliano Carrer e Tiziana Zampella di quarantacinque e quarantadue anni – nel tentativo di salvarlo, vengono ingoiati dal fango della buca. Si suppone che siano morti per le esalazioni dei gas, teoria che sarà confermata dall’autopsia.
La tragedia si è consumata davanti agli occhi del fratellino minore di sette anni, unico sopravvissuto della famiglia, che è stato affidato alle cure di uno psicologo.
La zona interdetta della Fangaia ,è caratterizzata da terreno poroso da cui fuoriescono gas e getti di fango ,quindi soggetta allo sprofondamento del suolo di qualche centimetro, ma le precipitazioni intense dei giorni scorsi potrebbero essere state la possibile causa del cedimento del suolo.