“Già da alcune settimane, e ben prima dell’ordinanza emanata dalla Capitaneria di Porto di Roma circa i pericoli derivanti dai bassi fondali, come Ecoitaliasolidale abbiamo denunciato – attraverso foto e video – in completa solitudine la secca del Tevere e l’abbandono in cui versa attualmente il fiume sacro della Capitale. I livelli continuano a scendere, un fenomeno che rischia così di produrre ulteriori effetti di degrado lungo il fiume e sugli argini. La secca ha fatto emergere i fenomeni di mucillagine, sono riaffiorati detriti di ogni tipo, dalle carcasse dei motorini alle batterie abbandonate e scaricate da rom. Tutto materiale che produce un alto tasso di inquinamento. Nel frattempo, ci chiediamo che fine abbia fatto l’Ufficio Speciale Tevere istituito dall’Amministrazione capitolina. Nessuno sa più nulla, mentre l’incuria avanza su banchine e muraglioni. Il Comune batta un colpo, come Ecoitaliasolidale rinnoviamo la nostra proposta di realizzare un unico Ente gestore che avrebbe l’opportunità di coordinare una serie di progetti che vedono la riqualificazione del tratto fluviale, la depurazione delle acque, la piena navigabilità del fiume, sia per la mobilità alternativa che per lo sviluppo turistico della città, la riqualificazione e la valorizzazione degli argini, comprese le competenze sulla pista ciclabile, sull’ippovia e la gestione dei parchi fluviali che ancora non sono stati avviati. Di fatto, non stanno meglio nemmeno gli altri fiumi laziali, colpiti da inquinamento cronico, con le sponde in secca e i fondali a rischio per le imbarcazioni, le foci infestate dai batteri e l’emergenza siccità che non risparmia nessuno”. È quanto dichiara in una nota Piergiorgio Benvenuti presidente dell’associazione ambientalista Ecoitaliasolidale.