Domenico Spada detto Vulcano si è laureato campione dei pesi medi tricolore contro il forte Andrea Manco. Quello andato in scena al PalaOzan di Ugento è stato un match molto intenso fin dalle prime battute, con i pugili che hanno dato vita a scambi dalla corta e media distanza. Incontro sulle 10 riprese, che è stato interrotto all’ottava per ferita al sopracciglio destro occorsa a Manco. Si è andati quindi alla lettura dei cartellini che hanno dato la vittoria con verdetto unanime a Domenico Spada (77-76; 78-75; 77-76), che così ha potuto riconquistare il titolo dopo 11 anni.
CAOS SPALTI – In occasione del match di Ugento c’è stata parecchia tensione sugli spalti con lancio fitto di oggetti. Un teatrino dell’antisportivo, prontamente condannato dalla Federazione Pugilistica Italiana: “Manco e Spada sul ring di Ugento hanno dato vita a un bellissimo incontro di pugilato, rovinato poi da degli stolti che hanno dato vita a un bieco spettacolo, purtroppo ripreso e mandato in onda in tutta Italia. Scene che non appartengono al nostro grande Sport. Cosa dire a queste persone? La Fpi fa sapere che i competenti organi federali sono già al lavoro per individuare sia i responsabili che le responsabilità. Il tempo della tolleranza è oramai giunto al termine”.
LE PAROLE DI SPADA – Domenico Spada ha fatto il punto sul match e sul “contorno”. Così in merito alla vittoria contro Manco: “E meno male che mi chiamavano il vecchietto… – dice -. Scherzi a parte, è stato un confronto intenso e bello, mi sentivo bene, ho battuto un combattente vero come Manco, che mi sento di ringraziare anche per aver cercato di calmare gli animi del pubblico”. Il riferimento è al caos, avvenuto a margine del match all’interno PalaOzan, dove c’è stato un fitto lancio di bottiglie, dove “è stato colpito anche mio figlio – denuncia Spada -, andato poi in ospedale dove è stato curato con due punti in testa. Una vergogna. Quanto accaduto è assolutamente scioccante, doloroso. Gli organizzatori dell’evento non ci hanno tutelato, la sicurezza era precaria. Io sono dovuto uscire scortato dai Carabinieri. Mi auguro che gli organi competenti facciano luce e chiarezza su questa brutta vicenda”.
Domenico Spada, infine, si toglie un altro sassolino, stavolta nei confronti dell’amministrazione comunale di Marino, città dove Spada vive e lavora: “Sono rimasto molto deluso dal comportamento dell’amministrazione comunale: da loro mi sarei aspettato una telefonata, una parola. Ci tenevo. Invece niente – sottolinea Spada -. Mi dispiace perché con la mia attività – a Marino ho una palestra -, e con i miei risultati sportivi lavoro tutti i giorni per valorizzare lo sport e l’immagine della cittadina dei Castelli”, dice il pugile. Che infine conclude: “Vorrei ricordare infatti che nella mia carriera sono stato pluripremiato. Cito i riconoscimenti più importanti: dopo che mi sono laureato campione del mondo silver dei medi, ad esempio, mi hanno invitato alla 50esima convention del WBC dove mi ha premiato il grande Mohammed Ali e nel 2013 in diretta Rai il presidente del Coni Giovanni Malagò insieme al ministro Del Rio: con il massimo dei premi come il collare d’oro. Ma nonostante tutto questo, ripeto, dal Comune di Marino nemmeno una telefonata. Ringrazio invece tutti coloro che in queste ore mi hanno espresso la propria vicinanza”, chiosa Spada.