In esclusiva per Ventonuovo.eu e Radio Tutela, abbiamo intervistato Claudio Palmulli,primo maratoneta in Italia a gareggiare con una sedia a rotelle non omologata per le corse.
- Claudio,hai percorso la Roma-Ostia in un ottimo tempo, 2,59 h; che cosa hai provato vedendo davanti a te l’agognato traguardo?
- Io amo ribadire che SE PUOI VEDERLO ALLORA PUOI RAGGIUNGERLO ed io non ho fatto altro che focalizzare il mio obbiettivo e tagliarlo con tutta la mia determinazione. E’ ineffabile descrivere il mix di emozioni che hanno abitato il mio animo in quei minuti. Gli altri ci sono arrivati correndo, io l’ho fatto grazie alle mie braccia ma soprattutto grazie alla mia forza di volontà.
- Avevi sempre sostenuto di non volere nessuno al tuo fianco in questa occasione. Col senno di poi, lo avresti continuato a sostenere o ti ha fatto piacere che ti abbia accompagnato tuo papà?
- Il sostegno di un padre è indubbiamente fondamentale ma in quel momento devi zittire il mondo e fissare solo l’obbiettivo. Io ho tappato le mie orecchie,ho ascoltato solo Monica,con la quale ho preparato questo percorso, e guardato avanti.
- A chi hai dedicato questa maratona?
- L’ho dedicata al piccolo Jay,figlio di Massimo Ruga, vittime di uno sfratto da parte di questa amministrazione qualche mese fa. E poi l’ho dedicata a me stesso, per i grandi risultati che sono riuscito a raggiungere. Tutti mi dicevano che non ce l’avrei fatta ma mi sono incaponito sulla cosa e, grazie anche ad un’ottima preparazione atletica fornitami dalla mia preparatrice Maria Rosaria che mi ha seguito costantemente, sono passato da un peso di 100 kg a 63 kg,rendendo il progetto fattibile.Voglio in questo contesto ringraziare il mio amico Marzio Compagnoni, che mi ha dato un grande sostegno,Monica Cattaneo,dalla quale ho imparato tanto,e il presidente di AssoTutela Michel Maritato che mi ha supportato non appena gli ho raccontato del mio sogno.
- Quale sarà la prossima tappa?
- La maratona di Roma che si svolgerà il prossimo 2 Aprile e prevede un percorso di 42 km. In questa si correrà anche sui sanpietrini; è già scomodo camminarci quindi figurati quale difficoltà dovrò affrontare per raggiungere il traguardo.
- Sarà per te occasione per sottolineare ancora una volta all’amministrazione come Roma abbia bisogno di essere resa accessibile?
- Ovviamente sì; oltre che all’amministrazione pongo la problematica all’attenzione di tutta la comunità, perché solo insieme possiamo cambiare le sorti di questa città. Un disabile nel 2017 non può rimanere intrappolato dalla propria città e di ciò l’amministrazione non se ne sta occupando.
- Hai già portato avanti numerose manifestazioni per questo,giusto?
- Il mio sogno è partito da New York. L’ho visitata in occasione di una vacanza e mi sono innamorato della sua accessibilità. Le amministrazioni non possono permettere che si fugga da qui per l’invivibilità che provocano, non lo posso accettare.
- Qualora un giorno avessi l’amministrazione di questa materia in mano, quale sarebbe il tuo primo passo per migliorare la città?
- Partirei senz’altro dalla sensibilizzazione. Le barriere sono innanzitutto mentali ora;la gente deve capire che purtroppo la disabilità può colpire chiunque, anche solo temporaneamente, e quindi cambiare le cosa deve essere tra i maggiori interessi della collettività. Prima sensibilizziamo le coscienze prima Roma diverrà accessibile. Infine, ma non per importanza, finchè non sarebbero messe in atto le dovute misure, metterei a disposizione di chi ne ha bisogno dei taxi gratuiti, realmente però, non farei rimanere ciò “fuffa elettorale” come qualcuno invece ha fatto…
Onestamente sono rimasto deluso anche dall’atteggiamento del nuovo sindaco rispetto a ciò, perché durante la campagna elettorale mi aveva promesso davanti ai media,insieme agli altri candidati a sindaco, che si sarebbe impegnata per adottare misure idonee a ciò ma ad oggi non mi pare che l’abbia fatto. Anche Daniele Frongia quando ricopriva la carica di vice-sindaco mi promise che avremmo fatto insieme il collaudo del montacarichi per il quale ci eravamo impegnati io e Simone Carabella, ma anche questo non si è verificato.
- Torniamo sul tema maratona. Hai detto che è nato tutto da New York. Claudio ad oggi desidera gareggiare anche in quella maratona?
- Se si desidera una cosa la volontà e l’impegno costante ti permettono di ottenerla ed io voglio vivermi anche la maratona di New York.
Nessuno avrebbe scommesso sulla mia riuscita,forse solo Maria Rosaria, eppure l’ho fatto, ho vinto la sfida con me stesso ed ho voglia di rifarlo molte altre volte.
Colgo l’occasione per trasmettere un messaggio: non abbiate paura della disabilità,tutti siamo diversamente abili nelle varie sfaccettature del quotidiano. Non piangetevi addosso ribadendovi che non potete farlo, determinazione e costanza vi permetteranno di realizzare ogni vostro singolo sogno. Osate.
Immacolata Teresa MADARENA


