di Marco RINAUDO
Gli anni post bellici 50/60, sono stati meravigliosi per il pugilato italiano; il vivaio pugilistico, le palestre erano sempre piene di giovani che avevano voglia di battersi, di menare le mani……In quegli indimenticabili anni le scuole di pugilato erano ere e proprie fucine; fior di campioni si battevano sui ring nazionali ed internazionali per conquistare una corona, per primeggiare nella Boxe è per uscire dall’anonimato. In quegli anni vennero fuori dai vivai, dalle palestre fior di campioni come: URBINATI, LOCATELLI,, D’AGATA, TIBERIO MITRI, VENTURI, e DUILIO LOI. Altri ancora vennero a sostituire questi miti gente come: BENVENUTI, MAZZINGHI, ARCARI, ATZORI, PICCOLI ecc…. Noi giovani delle borgate ammiravamo questi uomini coraggiosi, che ci facevano sognare. Erano uomini, ragazzi semplici, coraggiosi, che si battevano per emergere nella vita è conquistarsi un posticino al sole. In quegli anni un uomo, un pugile, è stato per noi giovani forse il più grande di tutti, l’eroe del pugilato italiano; DUILIO LOI .
IL cuore di questo grande, immenso campione ha smesso di battere, cinque anni fa all’età di 78 anni. L’uomo, il pugile era afflitto da una implacabile malattia, una malattia odiosa che porta gli esseri umani a perdere la memoria,. “Il Morbo di Alzheimer”. Loi è entrato da grande nella leggenda, il suo nome è un monumento eterno infinito del pugilato per le generazioni future. La bravura, la fama di Duilio derivano dalla sua prodigiosa carriera pugilistica; è stato campione d’Italia dei pesi leggeri, campione d’Europa dei pesi Welter e campione del mondo dei superleggeri (ora welter junior); In 15 anni di onorata carriera pugilistica professionistica,ha disputato 126 incontri, pareggiandone 8 e perdendone solo 3. Loi ha incontrato i migliori campioni dell’epoca , nel periodo che corre tra gli anni 50 e 65, incontrò gente del calibro di; Glenn Flanagan, Ray Famechon, Orlando Zulueta, Billy Collins, Carlos Ortiz, Eddie Perkins; ha incontrato i più grandi pugili stranieri delle sue categorie. Ha incontrato anche il fior fiore dei pugili italiani come: Ernesto Formenti, Emilio Marconi, Bruno Visintin, Fortunato Manca, Giancarlo Garbelli, tutta gente appartenente al grande pugilato. Loi non era molto alto solo, 168 centimetri, ma il suo pugno sinistro arrivava sempre prima del pugno dei suoi aversari. Pochi poterono competere con Duilio. Duilio aveva note caratteristiche di primissimo ordine, il padre era sardo e la madre triestina. Era, lo ricordiamo, un atleta leale che, sapeva essere scorretto con quei pugili che credevano di fare i furbi con lui; Loi era un pugile dotato di grande tecnica, capace di diventare un picchiatore terribile. Nel 1951 Loi andò a Londra per disputare un incontro per il titolo europeo con Tommy Barrham, un pugile esperto e ben considerato nel panorama internazionale. Gli in glesi i soliti pirati, suonarono per il loro pugile l’inno nazionale, non suonarono l’inno italiano. Loi vinse l’incontro alla grande è caparbiamente si risedette su seggiolino del suo angolo, pretese ( è fu accontentato); che si suonasse l’inno di Mameli. questo era in grande italiano Duilio Loi; un uomo , un vero italiano, che fece innamorare tutti noi giovani per la boxe ricchi e poveri è che i giovani di oggi devono prendere in esempio


