La musica italiana del futuro in scena al Palafiori
di Giovanni LUCIFORA
Sanremo è sempre Sanremo e tramite la Rai e i grandi giornali sappiamo di tutto di più della settimana più importante della musica italiana. C’è però altro, canzoni e cantanti di cui parlano e scrivono in pochi ma che, guarda caso, sono il futuro della musica italiana. Si tratta di ‘Sanremo new talent’ al Palafiori, un evento parallelo alla più famosa kermesse che si svolge al teatro Ariston. Giovani talenti che si esibiscono e vengono giudicati per poi diventare i futuri cantanti e artisti italiani. Nomi che si stanno facendo strada solo con le proprie forze e senza le case discografiche di rilievo alle spalle. Abbiamo incontrato alcuni di loro.
Iniziamo da Carol Maritato. Romana di 22 anni, voce che incanta, interprete che emoziona, sensibilità rara.
“L’inizio della mia carriera artistica non ha un data ben definita – ci confessa Carol – perché penso che non siamo noi ad avvicinarci alla musica ma è la musica a sceglierci. E’ qualcosa che abbiamo dentro e non è una chiamata che arriva all’improvviso. Artisti si nasce e riuscire ad esprimersi è un dono alla nostra introspezione, il lato più coraggioso che alimenta l’irrazionalità, il lato appunto più sfrontato che si butta a capofitto sulle emozione senza fare calcoli”. E l’esperienza di Sanremo di emozioni ne dona veramente tante come conferma Carol Maritato: “La mia esperienza a ‘Casa Sanremo’ è stata un’esperienza di sensazioni positive indescrivibili e che mi auguro di ripetere perché ho visto un trionfo di grandi artisti e ho sentito della bella musica”. In fondo la speranza è quella di salire sul palco dell’Ariston: “certamente, è la speranza di ogni artista e Sanremo oltre a regalare sensazioni, speranza e gioia è anche un momento nel quale un cantante si spoglia di tutto e davanti all’Italia mostra le proprie doti, doti che poi addetti ai lavori, ma soprattutto la gente, esprimono il proprio giudizio”.
Oltre a questa esperienza, Carol maritato ha già un importante curriculum alle spalle, nonostante la giovane età: “ho iniziato da palchi importanti come il teatro di Porta Portese, l’auditorium del Massimo, il teatro Golden e la maglia rosa del mitico Cantagiro a Trevi nel Lazio”.
Abbiamo una strana e dolce sensazione, ovvero che di questa giovane artista ne sentiremo parlare e perché no, ne ammireremo la poesia espressa da una voce unica che può far parte, senza timore di smentita, del futuro panorama musicale italiano.
Non solo Carol Maritato ma anche Paolo Salatino, giovanissimo anche lui, 23 anni, siciliano ma vive a Roma. Anche lui, nonostante la giovane età, ha già un buon bagaglio di esperienza anche perché ha iniziato a cantare ad appena 6 anni. Ha partecipato a vari eventi sia locali che nazionali, tra l’altro, a ‘Io canto’ su canale 5, a ‘Uno mattina’ in Rai e ha girato vari spot pubblicitari. Il suo genere musicale è veramente innovativo, pop-jazz.
“Si tratta di uno stile molto attuale dato che si tratta di pop, ma con classe, perché per me il jazz è una musica di classe, la definisco una sorta di magia”. Poi c’è l’esperienza di Sanremo. “Esperienza bellissima perché partecipare e cantare in una una location come il Palafiori è un momento artistico molto importante ed è un’ottima vetrina. Da qui sono nate diverse opportunità, siamo stati sempre in giro a fare interviste e soprattutto mi è stato proposto un progetto… di cui però adesso non parlo per scaramanzia”. Giusto.
Comunque questa esperienza ti ha fatto crescere ulteriormente… “Certo. L’obiettivo è sempre lo stesso: farmi conoscere come artista e far conoscere i miei testi”. E non mancano le dediche a chi ha sempre creduto in te immaginiamo: “penso alla mia famiglia e a chi ha creduto in me nella produzione del singolo ‘Se tu mi amassi come me’ scritto da me e dal mio produttore Gianni Testa”.
Dunque tra le nuove proposte, i sogni della futura musica italiana, ci sono anche artisti che non sono di primo pelo e che di esperienza ne hanno parecchia come Gianni Testa che è responsabile della comunicazione di ‘Casa Sanremo Sanremo new talent’. Con lui abbiamo parlato proprio di questo evento dedicato ai giovani.
“Ho visto l’esempio degli artisti che dovrebbero andare a Sanremo perché ho visto artisti bravi e ascoltato tante belle canzoni anche inedite. E’ un’occasione non solo per chi canta ma anche per chi compone e suona”.
Quanti artisti c’erano? “Dei tre mila iscritti ne abbiamo selezionati un’ottantina per fare le finali e dodici per la finalissima. I ragazzi si sono tolti molte soddisfazioni, li abbiamo coccolati e hanno fatto anche tante interviste radiofoniche e televisive, hanno familiarizzato tra di loro e sono nate nuove amicizie”. Molta armonia dunque: “sì, tanta armonia che è alla base della musica e non solo la gara per vincere, che crea disarmonia. La vittoria non è il fine ultimo a cui bisogna ambire in questi casi”. La vera vittoria infatti non è acquisire un premio ma affermarsi per sempre e vivere seguendo il sogno della propria vita. In bocca al lupo giovani talenti!


