Esce “Zanin”, esordio omonimo della giovane cantante ligure Margherita Zanin. In rete il video ufficiale del singolo “Piove”.
Suona il primo lavoro ufficiale di Margherita Zanin che decide di intitolare proprio “Zanin” con una cover decisamente “pop” ed autoreferenziale come da precisi cliché da main stream. Anche i colori tenui scelti per immortalare il suo primo piano lasciano presagire a qualcosa di primaverile, di plastificato e di sereno…come fosse una splendida colonna sonora da pubblicità commerciale o da commedia all’italiana maniera. Eppure dal primissimo singolo “Piove” i sentori sono subito chiari: tra Baustelle (oggi tra l’altro attualissimi) e tutta la confraternita dell’indie italiano, la Zanin mostra un deciso velo di malinconia ed un mood per niente digeribile in un unico sorso. Anche il video di lancio di questo primo singolo ha colori grigi e fa mostra di un’ambientazione futuristica e metropolitana allo stesso tempo. Segue l’unica cover del lavoro: “Generale” di De Greogori che la Zanin fa magistralmente sua, anche qui restituendo al brano quel suo immancabile senso di tramonto e di riflessione (più di quanto già il pezzo non abbia di suo). Da qui il disco volta faccia e mostra il suo lato americano con 6 inediti in lingua inglese che spaziano tra blues e soul di grande stile…una personalità che finalmente si mostra più sicura e capace di essere se stessa, una voce che tocca più comodamente corde emotive pregiate e la magistrale produzione di Roberto Costa (già a lavoro con Dalla, gli Stadio, Ron e altri) che sembra quasi aver raggiunto finalmente l’obiettivo sperato. In brani come “Travel Crazy” o “You’re Better Out” trovo – a mio parere – il momento di massimo splendore di questo lavoro che ha ambizioni grandi e fiato allenato per mettersi in gara.
“Zanin” è un lavoro che sembra non somigliare affatto a quello che ci si aspetterebbe oggi da una giovane esordiente di questa grande provincia italiana. Certo non sta inventando nulla ne ha la presunzione di farlo…ha solo la sfortuna di fare con grande gusto e mestiere un lavoro che viene fuori oggi, in un momento storico della musica davvero sbagliato. Quanta grande cultura che ci stiamo perdendo amici…e questo disco (che non merita affatto un epilogo simile, come ormai la norma vuol che sia), purtroppo ha ben altri mostri contro cui combattere…ed io tifo per l’America di Margherita Zanin.


