Intervista ad Andrea Pellegrini della Mind Over All, associazione che organizza il Kimera Rock, ormai una delle più belle realtà musicali in Abruzzo.

Artisti quali Gilby Clarke (ex chitarrista dei Guns N’ Roses), LA Guns, Neil Zaza, Darkness, Afterhours e Folkstone (solo per citarne alcuni) sono stati ospiti del festival che riesce a registrare record di presenze ad ogni appuntamento.

 

Quest’anno avete esordito con un nome di grande spessore del panorama musicale mondiale, Gilby Clarke,  l’ex chitarrista dei Guns N’ Roses. Come siete riusciti nell’impresa di portarlo in Abruzzo per un concerto?

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In effetti quest’anno non è il nostro esordio ma l’esordio del Kimera Rock: già da 5 anni infatti, la nostra associazione, la Mind Over All, organizza concerti nel territorio della Marsica e, grazie a questa consolidata esperienza, oggi riusciamo a portare dalle nostre parti eventi di un certo calibro. La data era un’esclusiva per il centro Italia ed  è da considerare un gran bel risultato, visto che risulta molto difficile per una realtà emergente come la nostra piazzare delle date di band che, normalmente, girano solo il nord Italia, dove la facilità dei collegamenti con le altre nazioni rende più convenienti gli allestimenti dei concerti.

 

Avete successivamente proposto una giornata con quattro concerti gratuiti (tra cui quelli di L. A. Guns e Neil Zaza) a Trasacco. Ero fra i presenti  e personalmente il mio bilancio è stato più che positivo. Voi invece avreste voluto cambiare qualcosa?

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Neil Zaza live in Trasacco (Aq) (foto dell’autore) ©

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L. A. Guns live in Trasacco (Aq) (foto dell’autore) ©

Assolutamente no. E` ormai da due anni che ogni maggio apriamo la stagione estiva degli Open Air a Trasacco con la collaborazione del bar L’Annapì. Il sindaco Quaglieri ci è sempre stato molto vicino e non vogliamo cambiare niente . Il clima di festa che si viene a creare  tra la gente – incredula nel veder arrivare centinaia di persone da fuori regione – è il nostro risultato più importante, secondo me. Ed è anche un modo di avvicinare tutti al nostro territorio, oltretutto.

Neil Zaza e la sua band sono grandi amici e con la Mind Over All lo abbiamo portato  anche a Singapore, dove si è esibito nella splendida cornice della capitale asiatica. Purtroppo a Trasacco la coincidenza con la manifestazione religiosa della Trinità ha creato qualche disguido tecnico durante il pomeriggio. Ce ne scusiamo tanto,  ma anche questo è il” bello della diretta”, no?

 

Come nasce Kimera Rock (ed il suo nome) e dalla volontà di chi?

 

Il Kimera Rock nasce dall’idea di unire un’identità territoriale e creare coinvolgimento tra le persone grazie ad un merketing territoriale event base. Ovviamente per rivolgerci ai locali e strizzare l’occhio verso una comunicazione più globale è stato scelto il nome Kimera Rock che nasce dalla nostra storia, quella della “Chimera”, come raffigurato anche nel nostro logo

 

La bellezza del Kimera Rock è che riesce a proporre vari generi musicali coinvolgendo tipi di pubblico differenti… Con che criterio scegliete quindi gli artisti ogni volta?

 

La nostra direzione artistica compie un grande lavoro di selezione cercando di offrire una proposta a 360 gradi , poi ci sono da considerare le venues, le location e i fattori di contemporaneità con altri festival simili al nostro. Non è facile, ma noi cerchiamo di fare del nostro meglio. Il fatto di proporre diversi generi dimostra la volontà di coinvolgere tutti  gli appassionati di musica e far riscoprire la voglia di collettività a sette note.

 

Quanto possono essere importanti internet e i social networks per un festival come il Kimera Rock?

 

Molto, come dimostrano anche le innumerevoli “ramificazioni social” del mio staff. Io, invece,  mi ritengo ancora “old-school” e preferisco andare in giro per farci conoscere e per parlare direttamente con le persone e spiegare il nostro progetto. A pesare è, poi,  anche il prodotto che si promuove. Se parliamo di promuovere direttamente dei concerti, direi che il pushing sui social conta un 60%; se invece parliamo di coinvolgere le persone a partecipare, la percentuale direi che potrebbe essere del 30%

 

Quante persone conta lo staff? Ci sono anche esterni?

 

Mi piace dirti che consideriamo tutti e 4000 i nostri  seguaci come il nostro staff.

Esterni? Ovviamente sì, se si pensa che comunque tra allestimenti, servizi , ecc, nelle date di luglio abbiamo impiegato circa 75 persone e ospitato ben 6 diverse produzioni con i rispettivi staff (d’altronde nel campo dell’organizzazione musicale è impensabile fare tutto in casa, al giorno d’oggi).

 

Qual è stato il vostro rapporto con le istituzioni?

 

Ci piace condividere con loro i nostri progetti e, fino ad ora, si sono dimostrati tutti molto ricettivi e disponibili. Ovviamente, si può e si dovrà cercare di fare di più e speriamo che le amministrazioni  riescano ad ampliare le  interazioni del Kimera con altre categorie di settori collegati. Questo ancora è ciò che manca al progetto per decollare, per come la vedo io.

 

Voi, a giudicare dal calendario in programma, credete molto nei gruppi di supporto. E’ una cosa molto bella dare spazio in occasioni tanto importanti a band “minori”, ma non tutti lo fanno. Qual è la tua opinione a riguardo?

 

E` la cosa che ci rende più orgogliosi. L’associazione Mind Over All e quindi anche il Kimera nasce anche per questo. Molte persone sono pigre e sottovalutano le  band locali e non fino a quando non le vedono su un palco importante come quello del Kimera. E` molto difficile oggi per un gruppo trovare spazi per recensioni e visibilità. Ultimamente ho parlato con molti musicisti che abbiamo ospitato e alcuni di loro sono in tour europeo, altri, dopo l’esperienza, sono stati  talmente motivati da lanciarsi nella produzione di un disco e altri ancora lo hanno già inciso e lo stanno  presentando al pubblico.

Cerchiamo di essere un anello di giunzione tra il piccolo bar, pub o locale dove ascoltiamo le band ed il mercato con il quale queste stesse band vorrebbero interfacciarsi.

 

Siete riusciti nell’impresa di avere in data unica in Italia i Darkness ad Avezzano (Aq). Un bilancio di quel giorno?

 

Di sicuro lusinghiero. Quella dei The Darkness è stata una data fortemente voluta,  anche per confutare certi pregiudizi manifestati (ormai “storicamente”) da alcune persone nei confronti del Rock. Credo sia stato uno spettacolo bellissimo e di grande qualità artistica, nel quale la gente si è molto divertita in un clima di festa e amicizia assolute.

kimera-dakness1The Dakness live in Trasacco (Aq) (foto dell’autore) ©

kimera-darkness3Justin Hawkins (The Darkness) live in Avezzano (Aq) (foto dell’autore) ©

kimera-darkness2Daniel Hawkins (The Darkness) live in Avezzano (Aq) (foto dell’autore) ©

kimera-dakness5Frankie Poullain (The Darkness) live in Avezzano (Aq) (foto dell’autore) ©

kimera-darkness4Rufus Taylor (The Darkness) live in Avezzano (Aq) (foto dell’autore) ©

La prima sfida al di fuori del territorio marsicano. The Answer + Dead Daisies al Container di Grottammare il prossimo 17 dicembre. Che dire… Sconfinerete mai in ambiti al di fuori della musica? Avete mai pensato ad attività collaterali?

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I The Answer e i Dead Daisies, a mio giudizio, devono essere considerati un’accoppiata straordinaria per un concerto in Italia. Per quanto riguarda i primi, nel recente passato hanno fatto un tour europeo quasi tutto sold out ed il grande Jimmy Page, in più di un’occasione, li ha paragonati ai primi Led Zeppelin. Per quanto riguarda i Dead Daisies, basta vedere la loro line-up per capire che stiamo parlando della grande storia del  Rock:  tra i loro componenti attuali e tra gli ex membri, figurano infatti musicisti che hanno militato in formazioni come i Whitesnake,  i The Scream, i Dio, i Mötley Crüe, Billy Idol, i Thin Lizzy e il mitico Ozzy Osbourne. Niente male, no?

Ad oggi, non è facile individuare delle strutture in grado di ospitare concerti di questo tipo, e se ci sono, comunque la maggior parte di chi le gestisce continua a mostrarsi  ancora diffidente o poco ricettivo. Speriamo che la situazione possa cambiare, e di molto, già nel 2017.

Noi, comunque, a partire da Febbraio, inizieremo anche una collaborazione con il Live-Disco Bar il BLISS dell’Aquila, che ci vedrà presenti una volta al mese con l’allestimento di live molto interessanti.

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Sconfinare in attività correlate alla musica? Certo che sì. Ci saranno belle sorprese ma, al momento, come capirai,  non possiamo sbottonarci troppo.

 

Come descriveresti il Kimera Rock con cinque aggettivi?

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Indubbiamente il primo aggettivo e` RAW. Il Raw emotion e` ancora il nostro motto ed è esattamente quello che ci rappresenta di piu`. Poi aggiungerei SORPRENDENTE, per l’effetto che ha avuto su molte persone. ANTICONFORMISTA di sicuro calza a pennello, come dimostra quello che abbiamo fatto al Castello di Celano, dove abbiamo raggiunto 932 presenze in un solo giorno (il Castello di Celano è uno dei musei più visitati del nostro territorio e supera di poco le 1000  presenze all’anno!). ENTUSIASMANTE e questo sia per noi che ci abbiamo lavorato che per chi lo ha vissuto da ospite. SENSATO perchè siamo convinti che ce ne sia bisogno oggi più che mai.

 

Quali artisti sogni di ospitare in futuro?

 

Ah ah ah… porta sfortuna dirlo!

 

Che limiti vedete nell’organizzazione di questo tipo di eventi in Italia rispetto all’Europa? Quanto ambite ad aumentare i numeri del festival?

 

Non vediamo limiti ma solo una strada molto complessa da seguire e non credo che ci siano festival molto simili al nostro.

Ormai i festival tendono sempre più ad ingrandirsi a dismisura, ma, facendolo spesso senza un’“anima”,  perdono sempre più contatto con le persone. Spesso, tutto si riduce ad una semplice questione di numeri.

Per noi non è così, noi ci sentiamo differenti. E siamo fieri di esserlo.

 

Quanti eventi contate di organizzare nel 2017?

 

L’obbiettivo è di superare quelli del 2016. Ad oggi ne abbiamo in cantiere cinque. Recentemente, sono stati lanciati molti nuovi festival e sarà davvero difficile tenere botta,  anche perché  le cifre che caratterizzano l’attuale panorama dell’organizzazione musicale vanno sempre più lievitando.

 

Progetti futuri?

 

Ovviamente continuare con il Kimera ed estendere il concetto di Raw Emotion anche all’estero.

Stiamo per lanciare il progetto di un HUB dedicato alla musica, alla comunicazione, alle  arti visive e a molto altro.

Un progetto innovativo che prevede anche la collaborazione con molte realtà come studi di registrazione, sale prove e anche alcune etichette per aiutare le band emergenti e per seguirle più costantemente.

Sono previsti anche workshop dedicati alla comunicazione e al branding.

 

Un saluto ai lettori di Ventonuovo.eu

 

Continuate ad emozionarvi per la musica dal vivo, mi raccomando! Un salutone da me e da tutto lo staff del Kimera Rock!

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.