Rinviata l’apertura più volte annunciata ma già installati macchinari soggetti a usura da non uso.
“Doveva aprire da tempo ma non sono ancora partiti gli affidamenti per le sistemazioni delle aree esterne così, l’ospedale in costruzione ai Castelli romani rischia di diventare la solita incompiuta o meglio, come sospettiamo, potrà essere usato come spot per futuri eventi politici, considerato l’uso sconsiderato della politica regionale dell’annuncio e intanto i cittadini attendono”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “Si attende l’approvazione dell’ultima perizia di variante, sembra che in Regione siano disponibili le risorse ma i rallentamenti burocratici e, ci permettiamo di dire la poca solerzia dell’assessorato commissariato, impediscono di seguire attentamente i lavori dell’ospedale mentre il soggetto preposto, dottor Fabrizio D’Alba, è stato inviato altrove. L’ospedale doveva aprire a primavera 2017 ma ciò è impossibile perché devono ancora partire i lavori per le aree esterne e lo smaltimento delle acque meteoriche. Non vorremmo che tali tempi, più che dall’inerzia burocratica, fossero dettati dalle scadenze istituzionali. Così – incalza Maritato – potremmo trovarci con una serie di inaugurazioni a ridosso delle elezioni regionali del 2018 mentre i cittadini continuano a pagare tale cinico atteggiamento sulla propria pelle e con lo scadimento delle proprie condizioni di salute. Il tutto, mentre si corre il rischio di dover pagare un servizio di vigilanza per sorvegliare le batterie delle luci di emergenza e le pompe degli elettromedicali già installate”. chiosa Maritato.
UFFICIO STAMPA ASSOTUTELA


