L’assurda agonia di un uomo al pronto soccorso del San Camillo. Reazione ipocrita del ministro.

“Un caso di cronaca che purtroppo non è una novità. La denuncia dell’assurda agonia di

un uomo, malato di cancro in fase terminale, spirato nel pronto soccorso del San Camillo è

solo la descrizione, arrivata alle cronache dei giornali, di una comune prassi”. Lo dichiara il

presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “Da tempo denunciamo le

condizioni inumane dei pronto soccorso cittadini, accentuate dal barbaro taglio di migliaia

di posti letto, senza che nessuno intervenga a favore della tutela del diritto alla salute

costituzionalmente garantito. Se una persona non può avere una fine dignitosa, evento

che sovente si verifica al San Camillo come in molti altri pronti soccorsi di Roma,

dobbiamo ringraziare la politica sanitaria del governo e, di rimando, delle regioni nessuna

delle quali ha fatto appello all’articolo 32 per difendere la salute dei cittadini. E il ministro

Lorenzin come risponde? Nel modo più ipocrita e inutile possibile: inviando gli ispettori al

San Camillo. Sappia il ministro, che non è con la burocrazia che si risolve il problema. Il

problema lo risolvi riaprendo gli ospedali E' intollerabile che nell’ospedale di Monteverde si

assista a un tale scempio mentre quello attiguo, il Forlanini, è stato svuotato, depredato,

saccheggiato e ora, a cose fatte, è militarizzato e inutilizzato. E mentre il discusso

palazzone della Regione Lazio si illumina di rosa per promuovere la prevenzione,

aumentano i decessi in pronto soccorso, forse proprio per i letti tagliati in ospedale”,

chiosa Maritato.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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