‘Riprogrammazione’, il termine-spot della giunta per giustificare la barbarica soppressione di bus.
“Se errare può essere una debolezza umana, perseverare è un’inclinazione diabolica e la giunta Raggi sul trasporto si avvia verso tale strada. Se da almeno un ventennio si chiede l’incremento del trasporto, oggi a Roma Capitale si risponde con la più ovvia quanto inadeguata soluzione: tagli barbarici”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “Non comprendiamo come si possa gestire la mobilità pubblica su 1.285 chilometri quadrati di superficie, quant’è il territorio romano e l’hinterland, disponendo di soli 1.400 bus su strada, di cui un quarto ogni mattina rientra in deposito perché viene fuori qualche pecca, causa atavica mancanza di manutenzione. Non tutte le responsabilità sono di Raggi e compagnia, lo sappiamo – aggiunge Maritato – ma cosa si aspetta a sbloccare i 18 milioni già deliberati per Atac? Perché l’acquisto in leasing di nuove vetture è ancora al palo? Cosa prevede il contratto di servizio che per i cittadini è come l’Araba Fenice? Dal sindaco Raggi e dall’assessore Meleo abbiamo udito soltanto vuoti slogan e assistito a discutibili sperimentazioni, atte soltanto a sopprimere corse senza proporre alternative. E mentre più di 2 milioni e 800mila romani e 1 milione e 800mila pendolari si dannano ogni giorno alle fermate, la giunta cincischia sui reali problemi della città, quelli che in campagna elettorale promettevano di voler risolvere”, conclude Maritato.
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