Un po’ meno di 50 anni fa, nel 1964, il musicista americano e cantautore Bob Dylan sfornò quello che si sarebbe poi rivelato uno dei suoi album più noti, “I tempi stanno cambiando”. E solo pochi anni più tardi, nel 1971, la Kansas University installò per la prima volta un apparecchio fax, o quello che venne definito il “via fax”, nella biblioteca del campus. Leggendo tra le righe della sua traccia, si può dire che Dylan, in quanto figura culturale influente, andò perfettamente a segno col suo proclama. E così mentre la canzone divenne un inno per i giovani frustrati, il fax cominciò la propria ascesa al ruolo di tecnologia fondamentale nell’ambito dell’ufficio moderno, un’ascesa puntellata da trasformazioni che hanno portato questa tecnologia ad evolversi in macchine multi-funzione con l’integrazione di funzionalità relative alla rete delle reti.

I primi giorni del concetto di macchina fax vanno fatti risalire al 1800, quando vennero introdotti l’elettricità e il telegrafo, che a sua volta rivoluzionò i metodi di comunicazione piuttosto antiquati di quei tempi. L’amalgama scientifica, successivamente, sarebbe stata modificata nel tempo incarnando di fatto il concetto originario di macchina fax. Un insieme di ricerca, test e progressi tecnologici più avanti, infine, avrebbe condotto all’idea del fax tradizionale, che elabora il contenuto del documento come una singola immagine grafica fissa e trasmette le informazioni sotto forma di segnali elettrici attraverso un sistema telefonico.

Anche se le macchine fax tradizionali hanno i loro vantaggi, in particolare nella trasmissione di materiale sensibile, sono diventate ad oggi molto insolite rispetto alle alternative basate su Internet. Molte delle imprese all’ora attuale preferiscono affidarsi al fax online nelle sue varianti principali: fax su rete IP real-time e store-and-forward. Nonostante l’apparente vantaggio del real-time insito nella prima variante, dove i dati sono scambiati in tempo reale grazie all’utilizzo di un protocollo Internet di alto livello, negli ultimi anni molte aziende hanno deciso di passare dal FoIP (altro nome per il fax su rete IP) ad applicazioni sviluppate da terze parti quali eFax, che permettono l’invio di fax per mezzo di normali indirizzi email. Il motivo di questa preferenza sta in alcune lacune del di fax over IP abbastanza note nel panorama informatico, quale ad esempio la possibile perdita di pacchetti dovuta al passaggio in tempo reale tramite internet, latenza e incongruenze in termini di prestazioni e connettività.

Ma come sono stati affrontati i suddetti problemi? Due sono i protocolli separati che permettono di inviare i fax in modo “efficace” – il T.30 e il T.38. Il protocollo T.30 è stato progettato per essere implementato su una rete che fornisce dati relativamente “lisci” e senza interruzioni di flusso. E’ di certo uno dei protocolli più robusti del settore, con oltre 20 anni di storia alle spalle. Inoltre, è stato regolarmente aggiornato per affrontare i problemi d’interoperabilità presentatisi con le nuove macchine fax introdotte più tardi nel mercato. Purtroppo, il protocollo T.30 non garantisce il successo quando si tenta di inviare il traffico fax su una rete VoIP. Come affermato in precedenza, tale protocollo è stato progettato per un tipo di rete che fornisce i dati in maniera relativamente regolare e senza buchi nel flusso. Questa, tuttavia, è l’antitesi della progettazione di una rete IP. Il protocollo T.30 non tollera la latenza, il jitter e la perdita di pacchetti che sono comuni ad una comunicazione VoIP.

Inoltre, la compressione implementata da molte reti VoIP potrebbe funzionare bene per un discorso umano (considerata la nostra capacità di “riempire i vuoti” quando certi suoni non sono presenti nelle parole pronunciate), ma la possibile distorsione derivante può essere sufficiente per provocare una trasmissione T.30 non sicura. Pertanto, il protocollo T.38 è stato creato per spostare il processo di invio e ricezione fax in tempo reale su un pacchetto di rete. Si è dunque pensato di preservare la tradizionale esperienza di fax, ma regolando jitter, latenza e perdita di pacchetti, che sono inerenti a tutte le reti IP. Senza T.38, i dispositivi fax, che sono sensibili ai tempi, non possono inviare e ricevere fax attraverso una rete IP in maniera del tutto affidabile. In ogni modo, una cosa è certa: la sicurezza non è mai troppa ed il passaggio ad un servizio cloud, in questi casi, potrebbe risolvere innumerevoli problemi…

 

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