“Tronca si fa propaganda sul nulla. Oggi molti quotidiani rilanciano la notizia che il commissario prefettizio chiuderá altri residence utilizzati per l’emergenza abitativa. Peccato che Tronca ometta di dire che tale scelta appartiene alla giunta che lo ha preceduto e che comunque tale decisione é vincolata alla sistemazione delle famiglie interessate tramite l’uso del cosiddetto buono caso. Strumento che, così come concepito, sta dimostrando di non funzionare. Finora sono pochi i contratti di locazione stipulati con tale strumento. Ma quale privato affitterá mai il proprio immobile a persone che sono in condizioni economiche e sociali disagiate? Purtroppo senza un ruolo di intermediazione del Comune di Roma nel reperire la disponibilitá di alloggi privati o anche pubblici, tale strumento rischia di essere un fallimento e Tronca lo sa bene, visto che le organizzano sindacali degli inquilini gli contestano proprio ciò. Non è un caso che, a tutt”oggi, i residence che avrebbero dovuto chiudere al 31 dicembre sono ancora aperti, come quello di Val Cannutta. Non contestiamo il buono casa come strumento di intervento emergenziale, né tanto meno la necessità di superare lo scandalo dei residence pagati a peso d’oro, ma critichiamo fortemente le modalità con le quali si vorrebbe gestire tale strumento. Eppure basterebbe mettere a disposizione i numerosi alloggi pubblici sfitti in città e un ruolo diverso del Comune nell’utilizzo del buono casa, per dare soluzioni certe e rapide a chi oggi vive nei residence, luoghi spesso anche di degrado. Peccato, invece, che Tronca continui a farsi pubblicita, prendendo in giro i romani e gli organi di stampa”. Lo dichiara Giovanni Barbera della segreteria romana del Prc.
Di Redazione
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