Quando desideri con tutto il cuore che qualcuno ti ami, dentro ti si radica una follia che toglie ogni senso agli alberi, all’acqua e alla terra. E per te non esiste più nulla, eccetto quell’insistente, profondo, amaro bisogno. Ed è un sentimento comune a tutti, dalla nascita alla morte.

Denton Welch

 

Ci sono dei momenti in cui ancora me lo immagino. Apre la porta della cucina, viene verso di me e osserva la danza muta delle mie mani che scivolano sulla biancheria sporca, non semina tracce di sé per la stanza, si muove silenzioso e atterrito, io me ne accorgo e lo lascio passare oltre.

Non basta respirare a fondo quando torna in questa casa, dimentico come si fa e lo aspetto al buio barattando le mie paure con le sue, mi accascio sul pavimento ruvido e freddo e lo guardo arrivarmi addosso innamorato. Mi chiedo se non saprei farlo meglio. Mentire a quell’immagine sfocata che non esiste più è come far riposare un cuore che ha smesso i suoi panni da una vita e tenta di reinventarsi polmone, aspettando un successo inesistente e plagiato. Mi tocca andare a ritroso e capire le sue ragioni che non mi bastano mai, spogliare la memoria delle sue rughe più belle e fare la pace con la verità.

Ho lasciato le tue cose in giardino, non le ho più toccate da quel giorno. E’ una brutta faccenda fare la pace col passato e non credo che ci riuscirò mai. Ci ho provato tante volte ma sempre senza grandi esiti. Ho aspettato che le sensazioni peggiori volassero via da sole ma non esiste un pilota automatico per queste cose e, d’altronde, io non so più guidare la mia vita. Mi dirai che sono sempre stata pessima in queste cose e, sì, ti darei ragione. Mi dirai anche che te l’aspettavi, che ne eri certo, sapevi che sarebbe stato tutto esattamente così. Eppure ci hai creduto che potesse andare in maniera diversa, lo facevi quando mi riversavi sulla faccia le tue belle parole e io non sapevo ascoltarti, quando credevo di essere abbastanza e non me ne davi mai certezza, mai, neanche quando mi guardavi attraverso la finestra della cucina mentre piangevo e cercavo qualcosa che non avevo, tutto ciò che non era in questa casa. Ci ho provato, davvero, ad essere la donna dei tuoi sogni ma, sai, c’è un limite per tutte le cose belle e spaventose anche se non lo credevo possibile. Ho immaginato di andare via, lontano da questa terra tormentata, ma tu mi inseguivi sempre, col tuo bel sorriso beffardo non facevi che darmi il tormento, anche quando ne avevi abbastanza di me non ti sembrava mai davvero il caso di lasciarmi lì e continuavi ad insinuarti nella mia vita, nelle pieghe più nascoste, eccoti, ti vedo, dicevo, va’ via te ne prego.

Vorrei tornare al momento in cui mi hai spezzato, perché nulla è più forte dell’istinto a replicare la mia vita con te, quell’inferno da cui pensavo di poter fuggire e che mi sento scoppiare dentro ogni giorno. Le fiamme divampano senza sosta e io non so metterle a tacere. Non avverto il pericolo di sparire in silenzio quando penso a te che mi dicevi Non andrò da nessuna parte, non andrò da nessuna parte senza di te. Scopro di non avere risposte per questa assurda fedeltà all’orrore, nemmeno quando mi chiami per sbaglio nel cuore della notte e credo di saperti qui vicino a me.

Questo è il luogo in cui posso pensare di essere nulla. E’ solo tempo, tempo che passa senza di te.

Lucy Gemma

Lettrice ossessivo-compulsiva alla ricerca della felicità e degli spazi in cui stipare i miei milioni di libri. Sognatrice incallita e bisbetica musona, vivo circondata da post it, mi commuovo su un accordo di re minore e passo ore a confidarmi col mio pianoforte che grazie al cielo non può rispondere. Sogno di poter vivere scrivendo libri e regalando attimi di inesplorate emozioni al mondo. Autrice di "Per un grammo di gioia" e "Volevo fare la scrittrice ma poi sono guarita".

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Di Lucy Gemma

Lettrice ossessivo-compulsiva alla ricerca della felicità e degli spazi in cui stipare i miei milioni di libri. Sognatrice incallita e bisbetica musona, vivo circondata da post it, mi commuovo su un accordo di re minore e passo ore a confidarmi col mio pianoforte che grazie al cielo non può rispondere. Sogno di poter vivere scrivendo libri e regalando attimi di inesplorate emozioni al mondo. Autrice di "Per un grammo di gioia" e "Volevo fare la scrittrice ma poi sono guarita".