Accade ogni anno che per sfondare lo schermo (o il giornale, a seconda della necessità) si debba metter su un siparietto per nulla edificante, da lasciar basiti giornali prettamente satirici come Lercio o il Corriere del Corsaro.
Si tratta, per comprenderci meglio, di quel periodo “bianco” di notizie a cavallo tra “il caldo torrido” che ci regalano i TG ogni anno, ed il “freddo glaciale” che apre le porte allo shopping natalizio.
Quest’anno, tra le notizie di peggior gusto, quella che secondo i media ha visto un padre lasciar annegare la figlia in osservanza del Corano. La notizia in poco tempo diventa virale e i colossi dell’informazione abboccano come novellini. In realtà la presunta notizia si riferiva ad avvenimenti verificatisi nel 1996 e ancora da confermare.
Le parole usate dai giornali sono strazianti e degne del miglior palco teatrale: «Non si capisce quale sia quella legge divina, quel versetto coranico che possa mai soffocare in un padre, sia pure musulmano devoto, l’impulso naturale (e primario) di salvare la figlia dalla morte sicura». Fino a coinvolgere le testate nazionali (quali ad esempio il Corriere della Sera) che pregnanti di lirismo e pathos degni anche qui delle migliori/peggiori tragedie greche, pur di riempire ancora una volta la consueta pagina di cronaca con l’incredibile vicenda che sarebbe avvenuta a Dubai, dove un padre avrebbe impedito al bagnino di salvare la figlia che stava annegando per evitare che questa venisse toccata da un estraneo.
Il mix di orrore, oscurantismo islamico e spiagge è il cocktail perfetto da servire al lettore sotto l’ombrellone. Ma diversamente declinato è anche un cocktail estivo con cui i Mass Media (nell’accezione di “media di massa”) placano facilmente la sete di notiziacce dei loro lettori. Un cocktail talvolta letale, se non altro per le sorti di una corretta informazione. Sia dunque benedetto il “fact checking”, la verifica dei fatti raccontati in un articolo.
E benedetto chi non vi rinuncia. Il “Guardian”, dopo un controllo rapido e anche relativamente semplice (nel XXI secolo Google è una manna dal cielo per la verifica di certe notizie!), è giunto alla conclusione che la notizia, ancorché da verificare, risale al 1996.
È stata data con la massima enfasi da diverse testate (in Inghilterra tra gli altri da Mail, Telegraph e Sky News) come fosse una notizia del giorno, ma Afp e altre agenzie l’hanno a loro volta desunta da un’intervista pubblicata sul sito Emirates 24/7, in cui un veterano della “sicurezza” racconta i casi più strani con cui si è dovuto misurare nella vita. Compreso quello dell’«asiatico» che avrebbe appunto preferito far annegare la figlia piuttosto che farla toccare dai soccorritori.
Notizia maligna, troppo spesso funzionale alla stagione più che all’informazione.
D’altronde, sempre meglio il mare che la cultura, ce lo confermiamo ormai da anni.

