di Valeria Davide
Amo l’arte in tutte le sue forme mi sono avvicinata alla scrittura in maniera costante negli ultimi tre anni, per un bisogno quasi fisico di mettere per iscritto tutto ciò che mi si agitava nell’animo. I miei pensieri spaziano dal parlare dell’amore sentimentale all’amore carnale passando per il dolore, la malinconia, la solitudine che a volte ci attanaglia, oppure come in questo caso del mare , mio grande amore. Alba Corrado
Se il mare parlasse Alba Corrado ©
Racconterebbe di correnti marine
di gabbiani che si lasciano
dondolare sulle sue acque.
Di pesci colorati
che nuotano liberi
giocando a nascondino
col suo fondale di fine sabbia.
Del canto delle sirene
che si propaga
per tutto l’abisso.
Racconterebbe con il suo mormorio
di chi sulla riva rimane ad aspettare
perdendosi con lo sguardo
lungo la linea dell’orizzonte.
“Chiare frasche e dolci acque” recitava il Petrarca, e come lui tanti poeti si sono ispirati di fronte al mare, forse perché l’acqua è un elemento che ha la potenza di distruggere ma è anche fonte di vita, di storie e anche perché è una delle poche cose che ancora fa pensare alla purezza, alla trasparenza.Il mito del mare è stato protagonista da sempre nel nostro immaginario perché simbolo di desideri e paure. La vita, sin dall’antichità si sviluppava lungo i corsi d’acqua e tutt’oggi quando il grigiore della città e il peso dei giorni ci affanna, desideriamo immergerci nel suo blu immenso per depurarci dalle nostre pene un po’ come ritornare al grembo materno. Il mare, che con il suo eterno moto regala ad ogni onda nuove inattese cose e somiglia al ritmo della vita che prende a sorpresa e restituisce con lo stesso metodo; rispecchia l’animo umano con la sua complessità: ora chiaro ora scuro ora in superficie ora in profondità. E anche con il suo vestito d’inverno cattura con il suo fascino e ci inebria dei suoi aulenti olezzi marini. A tutti piace osservare quell’orizzonte che comincia lentamente a perdere i suoi contorni e tutte le cose perdersi nell’ombra, i colori che lentamente sfumano e si fanno più indefiniti, così come i pensieri in quel breve momento. Cara Alba ,tu sei una poetessa ” di mare ” che lo vive a 360 gradi e ne sa parlare come un esperto navigante.Che belle note le tue che con un saggio contenuto hanno catturato la mia attenzione. Il mare: dolce e impetuoso come gli amanti.E ce ne sarebbe tanto da dire.
Inizi con “Se il mare parlasse” e credo che come un esperto maestro ci racconterebbe della vita che si nasconde nei suoi abissi e delle metafore dei paradossi umani; ci mostrerebbe i lividi lasciati dall’opera invasiva dell’uomo che è riuscito a violare anche la sua purezza, celata tra le radici degli abissi. Nel verso “Del canto delle sirene /che si propaga per tutto l’abisso/” dici che saprebbe illustrarci come un enorme biblioteca affascinanti storie e leggende tramandate da popoli a popoli. Quante leggende nasconde sui suoi fondali. Concludi con “Racconterebbe / di chi sulla riva rimane ad aspettare/ perdendosi con lo sguardo lungo la linea dell’orizzonte” e ho immaginato il mare come un enorme scrigno che tiene chiuso dentro sé i nostri celati pensieri che in esso si librano e che tra irrequiete risacche brontolano nel suo lento sciacquio. Ho pensato a quante volte assorti in quei silenzi fatti di mille parole siamo davanti alla linea d’orizzonte dove cielo e terra sembrano darsi la mano, furtivi. Lo sguardo si perde nella sua immensità. L’anima svuota il suo contenuto e respira nuove energie. Grazie Alba, sono lieta di aver condiviso il tuo mare di poesia con gli amici di Poeticando .Ti lascio una riflessione in tema “La vita è un mare da esplorare. Non avere rimpianti domani.Liberati e togli gli ormeggi dal sicuro porto. Agguanta le occasioni con le tue vele. Naviga. Sogna. Scopri”
Valeria Davide -Poetessa-scrittrice


