QUANDO LA COPPIA SCOPPIA
Ciao Valeria, ti ho conosciuta su Facebook e ti seguo sempre perché apprezzo le tue liriche e i tuoi pensieri .Complimenti per questo spazio che dà voce ai nostri pensieri e vorrei porre alla tua attenzione questa poesia che ho scritto un anno fa prima che finisse il mio matrimonio che si trascinava stanco solo per i bambini che ci univano. Ero molto delusa per la sua decisione di lasciarci ma ora ho capito che è inutile trascinare un rapporto “impolverato” e leso, che mancava della sostanza dell’amore. Tutto fa vita , tutto fa poesia . Grazie della tua risposta .Silvia Alois
GRIGI SPOSI di Silvia Alois
Polvere su una fotografia
neanche il tempo l’ha lavata via;
due giovani sorrisi e una torta nuziale
sotto un vetro opaco da lucidare
Una promessa fatta senza fede
adesso scopro cosa sia amare.
I giorni insieme: un cammino senza mete
nel cuore rigoli di sangue da saturare.
divisi sullo stesso capezzale
solo i figli qualcosa di cui parlare.
Ciao Silvia, bentrovata e grazie dei tuoi tanti complimenti! Mi onori! Il tema che ci proponi con questa poesia dal ritmo musicale a rima baciata descrive perfettamente la situazione che si crea in una coppia quando va tutto in frantumi. Succede. Scrivi “polvere su questa fotografia / neanche il tempo l’ha lavata via/” e in esso leggo il grigiore che ha velato il tuo matrimonio a cui hai voluto dare tempo per trovare un punto d’incontro , ma non l’hai trovato . Succede. La mia visione dello stare insieme , è di tipo romantico, quindi mi esprimo in base al mio credo etico- religioso che si basa sul valore della famiglia, e sulla necessaria condivisione di un sentimento , per cui, non penso che si possa accettare un rapporto fittizio, di convenienza o di abitudine quando in una relazione manca la voglia di continuare sulla stessa strada e combattere per preservarlo. I motivi per cui non si riesce a ricucire un matrimonio, possono essere tanti, dai più gravi come la violenza a quelli di incompatibilità, entrambi sono ragione di sofferenza e di inevitabile rottura .“L’amore non muore mai di morte naturale. Muore perché noi non sappiamo come rifornire la sua sorgente. Muore di cecità e di malattia e di ferite, muore di stanchezza, per logorio o per opacità. L’inferno è non amare più. Eppure in quanti si trascinano “nell’amore vuoto”, cioè nel tipo di relazione dove esiste solo l’impegno a restare insieme : un rapporto stagnante che si osserva in molte coppie, che manca cioè di passione e di intimità. Il senso della vita gira proprio intorno a quel bel “sentire”che è l’amore,che, non può essere eluso o banalizzato solo per salvare le apparenze o solo per il rispetto di un ideale. D’amor si vive . Nei versi “I giorni insieme:un cammino senza mete/nel cuore rigoli di sangue da saturare/” leggo la sofferenza , l’assurda agonia dell’ intolleranza reciproca : due uccellini in gabbia. Nella tua chiusura i versi :”divisi sullo stesso capezzale/ solo i figli qualcosa di cui parlare/” mi parlano ancora di una scelta dettata solo dalla presenza dei figli e penso che questo sia un errore o anche un pretesto per nascondere il coraggio di separarsi , poiché farlo, richiede determinazione e un forte cambiamento : fa paura! Non giova ai figli il modello di una coppia che sta insieme a “causa” loro, perché lo percepiscono come tale, ma, necessitano di un ambiente familiare sereno, che non lo è più quando la coppia scoppia, nonostante la giusta dose di autocontrollo e di intelligenza. I figli soffrono certamente per la separazione dei genitori , ma se si riesce a non perdere il ruolo genitoriale ( che non termina con la fine della coppia) sarà sempre meglio che infliggergli una ferita sempre aperta facendoli assistere a inevitabili litigi e incomprensioni. Tuttavia bisogna sempre provare a rimettere le cose a posto, e non essere istintivi nella decisione da prendere, perché i figli meritano rispetto. Di contro, (se il cuore non fa ritorno) riprendersi la propria vita , è altrettanto una scelta d’amore nei loro confronti nonché un dovere verso se stessi. Prevenire è sempre meglio che curare , ma, non vale per il matrimonio, la cui riuscita, non si rivela nel giorno della festa tra sorrisi e champagne , ma nel vivere comune, giorno dopo giorno, anno dopo anno. Separarsi è triste, e logorante e non rappresenta un fallimento, ma un nuovo punto di partenza . Grazie Silvia per la scelta di Poeticando, e per la riflessione che ci hai proposto a cui vorrei smorzare il tono ricordando una frase del grande Alberto Sordi che sottolinea appieno la difficoltà del ménage a due:” Non mi sposo perché non voglio avere gente estranea in casa”.
Valeria Davide- poetessa


