Cara Annesa,

il desiderio da me esternato a seguito del tuo post è un pensiero che sento quotidianamente nel mio intimo perché dal 2007 ho perso mia madre,  un fiore di donna per la sua bontà, per la sensibilità e delicatezza del suo animo,  per la sua semplicità ed anche per la sua cultura assolutamente autodidatta! Nel giugno 2007, all’eta’ di 84 anni, ci ha lasciati mentre si trovava ricoverata in una Clinica di Taranto per una diagnostica,  a seguito  di problemi di salute non meglio identificati, nonostante tanti accertamenti eseguiti anche presso altre strutture della Puglia! Fu deciso,  contro il mio parere,  ma non quello del Primario del Reparto ove si trovava degente, né del suo Medico curante, di sottoporre mamma ad una biopsia,  a seguito di una Tac che aveva evidenziato qualche sospetto nella zona fegato/peritoneo! La biopsia eseguita da un “macellaio” fu la causa del suo inaspettato decesso perché evidentemente il grande Medico le andò a perforare il peritoneo con conseguenze tragiche nel giro di 24 ore.  Ovviamente,  per i Medici,  il suo decesso fu motivato  da una insufficienza cardiaca e per scoprirne la verità avrei dovuto chiedere l’autopsia. Non ebbi il coraggio di far sottoporre il corpo di mia madre ad un accertamento del genere ed ancora oggi mi chiedo se ciò fu una scelta giusta o sbagliata! 

Vorrei riviverla quella giornata per avere la forza di dire un “no” secco e categorico ad una volontà che fu espressa da Medici incompetenti i quali ebbero il coraggio di dirmi: “o procediamo a questo accertamento o sua madre per noi può essere anche dimessa subito”! Dio solo sa’ quale fosse in quel momento il suo stato di salute  e come l’idea di una sua dimissione avesse creato un senso di impotenza in tutti noi!
Non ebbi neanche il coraggio di denunciare tutto questo anche perché, come già scritto, il tutto doveva partire da un’atopsia che io volli risparmiare alla mia povera mamma!
Pensa Annesa, fra tantissimi bei ricordi che serbo nella mia mente è nel mio cuore, vorrei rivivere questo momento per un riscatto e per placare  le mie ansie, i miei rimorsi che da quel giorno non sono ancora sopiti!!!
Risposta:
Caro amico chissà quanti di noi vorrebbero tornare indietro a quel giorno che con una sola decisione la nostra vita è cambiata o ha preso la direzione che noi non ci saremmo aspettati.
Tornare indietro per cambiare il corso del nostro destino o delle persone che amiamo.
Tornare indietro per prendere una decisione diversa da quella presa e vedere come sarebbe stata la nostra esistenza.
Purtroppo questa scelta non ci è data come possibilità.
Una sola volta possiamo decidere e quel che accade fa parte del nostro destino, della strada per noi disegnata nel bene e nel male.
Tu nella tua hai incontrato persone incompetenti che hanno valutato una situazione delicata con troppa superficialità.
Non avere rimorsi tu hai fatto ciò che pensavi fosse la cosa giusta in quel momento anche se non eri molto convinto.
Ti sei fidato di chi avrebbe dovuto saperne più di te.
Chiunque al tuo posto avrebbe fatto la stessa cosa.
Buona vita.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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