Il nuovo disco della cantautrice milanese Amelie si intitola “Il profumo di un’Era”. In tutti gli store, un prezioso confanetto di istantanee fatte canzoni, tredici momenti di in cui fermarsi a guardare dentro di se. Su YouTube il Video ufficiale del singolo che da il titolo al disco.

Eccola. Preziosa e delicata, di poco sopra le righe conosciute. Il nuovo disco di Amelie pur non arrivando sotto i grandi riflettori di scena, di sicuro però mette un segno in quei passaggi di ascolti di bella musica italiana. Si intitola “Il profumo di un’Era”, il racconto di “ere” come di istanti di vita, analizzando chi siamo e cosa stiamo diventando. Fa della denuncia Paola Memeo (questo il suo vero nome), nel brano “Ti ho ucciso con un click” o anche “Mondobit” (brani il cui titolo non può saltare subito all’occhio); spara ad altezza uomo sulla gente che in qualche modo, con un pizzico di presunzione, fa passare come omologata e stereotipata. E sinceramente non ha mica tutti i torti. Stiamo diventando macchine da guerra socialmente digitali, diceva il saggio, e bombardiamo il prossimo senza spostarci da casa grazie ai click veloci di un mouse che oggi non ha neanche più i fili di connessioni elettriche. Amelie tira dentro la grinta e quel briciolo di rabbia che non le sta affatto bene addosso, e torna delicata e profondissima nella sua quiete quando canta la title track del disco, per esempio – “Il profumo di un’Era” di cui esiste un bellissimo video in rete – cercando di raggiungerla, cara mamma, cercando di volare, cercando di ricordare.
Nel video si rende classica e autoritaria, si rende quasi fantasma in questa veste bianca ariosa. Ma il disco di Amelie è anche vicinanza, è anche altruismo, è anche compagnia. Per questo cito anche la partecipazione di Rebi Rivale che canta e scrive il testo della dodicesima traccia “Che cosa c’è”. Spazio e aria dal sapore lievemente irlandese.
Tutta la produzione guidata per mano dalla GiRo Studio di Giovanni Rosina restituisce al disco qualcosa che sembra non aver troppe radici nella nostra tradizione. Attenzione: sembra. Il bel pop italiano, soprattutto quello d’autore, ha ormai contaminazioni senza tempo e senza età. Non credo più ad un modello che sia identificabile a priori. Di sicuro mai farlo quando hai davanti dischi come “Il profumo di un’Era” di Amelie.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.