di Sara Lauricella
Proporre alle Università, centro della formazione della cultura, la visione e “lettura” di un film come “La Terra e il Vento” del noto regista pontino Sebastian Maulucci fa della diffusione un momento di formazione e spunto di riflessione. Proiezione quasi esclusivamente riservata agli studenti ed agli addetti ai lavori, ed inserita in un progetto di creazione e divulgazione dell’audiovisivo che mette al centro i giovani ed il loro ambiente di formazione per eccellenza: le università. La Roma Tre, nei locali del Palladium, stà tenendo questa tre giorni che si protrarrà fino al 19 maggio 2015. Grande successo per il film, scritto e diretto da Maulucci, già proiettato anche in India e premiato al Terra di Siena Film Festival con il Gran Premio della Critica assegnato proprio dal Sindacato dei Critici Cinematografici Italiani. Sebastian perché hai scelto il Roma Tre film Festival per la proiezione? La scelta nasce dalla proposta del prof. Vito Zagarrio della Roma Tre, dal desiderio di continuare a dare vita al film con un percorso di condivisione. Un modo per dare visibilità al film al di là del circuito commerciale e veicolare anche la propria esperienza al pubblico giovane, destinatario preferenziale dell’audiovisivo, ma anche la voglia di creare dibattito sulle tematiche quotidiane e sul “fare cinema” visto come processo produttivo. Una proiezione che sia, quindi, motivo di riflessione e di confronto. Ma cosa intendi per processo produttivo? Sia questo festival che altri stanno puntando sul ricordare al pubblico che un film non è solo un prodotto ma un’opera culturale. Cinema come industria culturale, quindi prodotto che nasce dalla forza lavoro di uomini e mezzi alla cui base ci sono le idee, tematiche, informazioni, aspetti quotidiani ed emozioni di sempre. Modi di vita e di interpretare la vita, che si riflettono in un mondo emotivo messo in immagini anche grazie alla fotografia di Paco Maddalena ed alle musiche di Francesco Ruggiero, misurata e sfumata in base alle emozioni che si vogliono comunicare. Perché questo binomio tra la terra ed il vento? Rappresentano la forma di incertezza delle situazioni, il racconto dello stato d’animo dei giovani in rapporto alle passate generazioni, la vita esplorativa della gioventù e la vita tradizionale dell’età matura. Ci si chiede cosa si sceglie o cosa si sceglierebbe: ricostruire o scappare? La scelta del Nepal come luogo di “fuga” … al momento questo paese è purtroppo quanto mai attuale. Si tristemente attuale. A suo tempo la scelta del Nepal fu legata ai racconti di amici e parenti che mi raccontavano di queste loro esigenze esplorative di nuovi mondi ed il desiderio del protagonista della partenza verso una terra incognita mi sembrò una bella suggestione. Questa non è l’unica tua opera in cui parli della terra.
Si è vero, ho fatto un percorso, potrei dire anche, a posteriori, di aver realizzato una trilogia della terra e del viaggio, iniziato con “Il ritorno, l’addio” corto in pellicola sul tema delle radici, della fuga e del ritorno … e della crescita; e con il docufilm “Sottosuolo” in cui racconto la terra pontina in cui sono nato, in totale libertà, opera che tornerà a vivere grazie alla distribuzione in dvd della Diamond Editrice. Ci preparerai o ci stai già preparando qualcosa di nuovo? E’ già tuttuo scritto, imperniato su tematiche molto attuali e, chi lo sa, forse anche qui nascerà una trilogia.
Saluto Sebastian Maulucci e ritorno a dare un’occhiata alle “VISIONI ALTERNATIVE” del Roma Tre Film Festival, progetto di Vito Zagarrio e Giacomo Nencioni che ripropone prodotti audiovisivi incubati nelle università di tutta Italia, preferibilmente ma non esclusivamente DAMS, e destinati anche ad altre università italiane per creare “rete di scambio” nonché una sorta di stagione cinematografica universitaria. Tra le proiezioni delle tre giornate non può non cadermi l’occhio su “Biagio” film che anche con il Festival di cinema sociale di cui faccio parte (Tulipani di Seta Nera) ha già ricevuto il premio “Sorriso Diverso Roma 2014”. La storia ritorna… o forse semplicemente continua.


