La lingua araba funziona secondo un sistema di radici; bastano tre lettere per dar forma – e vita – a un’idea. La loro combinazione genera poi concetti affini, il cambiamento di una vocale può trasformare colui che compie l’azione in quello che la subisce (o viceversa), mentre l’aggiunta di prefissi, infissi e suffissi permette elaborazioni più complesse, creando inaspettati legami fra le parole e producendo sorprendenti assonanze.

La radice di عalam (م ل ع) ne è un meraviglioso esempio.

عalam significa mondo, ma anche bandiera, ed è la forma base del verbo conoscere, che evolve a sua volta in insegnare ed apprendere…

عelm è scienza, عalim è il sapiente.

عalama è segno, unità minima del linguaggio, di ogni tipologia esso sia; rappresentazione visibile del pensiero; la traccia che noi intendiamo lasciare.

Una sola lettera la differenzia da qalam (قلن), penna o matita. Una sola lettera che, nel parlato, forse non troppo casualmente, cade…

Lo scritto resta. Lascia dei segni difficili da cancellare e la sua eco raggiunge ogni angolo del pianeta.

Nulla uccide un’idea.

Je suis Charlie! Je suis Charlie!!!

L’abbiamo gridato tutti, istintivamente, alla notizia del brutale assassinio degli 11 membri della redazione del giornale satirico parigino Charlie Hebdo, il 7 gennaio scorso.

Abbiamo provato cordoglio, solidarietà.

Siamo scesi nelle piazze; abbiamo organizzato veglie e flash-mob; creato slogan.

Per alcuni, il dolore si è trasformato in rabbia e paura, sfociati ben presto in odio e islamofobia.

Qualcosa ha cominciato ad andare nel verso sbagliato: immagini dei caricaturisti sono state usate da banche e politici, a spauracchio egli interessi dei potenti di sempre. Sostenitori della libertà d’espressione dell’ultima ora sono spuntati come funghi, cavalcando l’onda dell’emotività collettiva, e hanno fatto a gara per assicurarsi i posti in prima fila nella sfilata dell’ipocrisia liberista occidentale che non si guarda allo specchio, né indietro.

Noi abbiamo cercato di fare proprio questo, invece, prendendoci del tempo per riflettere; ragionare sulla libertà e i suoi limiti; radunare idee e persone – artisti, principalmente – dalle provenienze più diverse che potessero dare il loro contributo.

Il terrorismo non ha religione, né colore. Non lo ha neppure il diritto ad esprimere le proprie idee ed il proprio pensiero.

Nous ne sommes pas Charlie, alors.

Noi siamo umani, semplicemente, che calpestano la stessa terra.

Siamo عalam.
Tre giovani amanti della penna.
Un mondo complicato come quello del giornalismo.
Un’idea.

Sabato 7 febbraio, dalle 19.00 in poi, presso i Circus Studios di Posillipo, vi aspettiamo in compagnia di fotografi, musicisti, cantanti, pittori, amici…
Un esercito di operosi sostenitori dell’arte e della libertà di esprimerla, anche quando il prezzo da pagare è quello di risultare irridenti, blasfemi, sconci.
Perché l’arte è anche sconcia.

Aprirà l’evento una conferenza stampa, volta a presentare la prima tappa di un progetto ambizioso; fare rete tra addetti ai lavori e non, tra esseri umani, appunto.

Interverranno:

Andrea Rega aka Facof – Vignettista.

Corrado Cirillo – Musicista.

Diego Dentale – Fotografo.

Driving Mrs. Satan – Gruppo musicale.

Eduardo Castaldo – Fotografo.

Giada Piccolo – Pittrice.

Maria Elena Stellato – Pittrice.

Mauro Pagano – Fotografo.

M’Barka Ben Taleb – Cantante.

Omar Suleiman – Attore e membro della Comunità Palestinese di Napoli.

Veronica Montanino – Attrice.
Dopo la chiacchierata e le varie performances, ci intratterremo con artisti e partecipanti, mangiando e bevendo qualcosa, perché sia comunque un momento di festa e non una commemorazione.

3Alam è solo il primo di quello che ci auguriamo diventi un appuntamento fisso.

La location che ospiterà l’evento ha una storia in netta sintonia con l’aria che rispereremo insieme, i Circus Studios di Posillipo, infatti, non solo sono gli ex studi di registrazione dei Planet Funk, ma soprattutto l’ex sede di RADIO SPAZIO UNO, emittente radiofonica diventata famosa in Campania per essere stata la prima a trasmettere il notiziario ogni ora.

Nulla è a caso, dunque.

Saranno con noi, in qualità di radio partner, gli amici di Jammin’ Urban Radio, che seguiranno l’evento, trasmettendolo in diretta radiofonica.

 

“Non condivido le tue idee, ma mi batterò fino alla morte affinché tu possa esprimerle.”
François-Marie Arouet, più noto come Voltaire.

Vi aspettiamo!

Grazie per l’ospitalità

 Annamaria, Federica e Rosaria.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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