di Elena Sparacino
Il martedì sera, gli amanti dell’arte si tengano liberi: si viaggia. La notte dei musei è globale, tra Parigi e Amsterdam, passando per l’asse Londra-New York. Con l’anno nuovo, riprende martedì 13 gennaio nelle sale cinematografiche la sequela di proiezioni museali di alto livello proposta da Nexo Digital: con “La Grande Arte al Cinema”, si intende plasmare cicli di appuntamenti ad hoc volti portare decine di capolavori della storia dell’arte in più di 1.000 sale cinematografiche di tutto il mondo. Si tratta di una serie di eventi cinematografici del tutto inedita che, grazie alla tecnologia del cinema digitale, consente la condivisione in contemporanea mondiale della ricchezza “dell’arte e dei luoghi che ne sono custodi”.
Il prossimo appuntamento ci trasporta in Olanda. Il ritorno a casa della “ragazza con l’orecchino di perla” di Vermeer (al secolo, la “Ragazza con turbante”, da non confondere col quadro del pittore vicentino Antonio Corcos) è ormai un evento di suggestione storica e letteraria. Tracy Chevalier ne fece la protagonista del proprio romanzo best seller (Neri Pozza Editore, euro 15), mutando il nome nell’immaginario comune e immortalando una personalità che ispirò il film premio Oscar di Peter Webber con gli eccezionali Scarlett Johansson e Colin Firth. Dopo l’ingente afflusso dei 350mila visitatori accorsi in tre mesi a incontrarla nel corso della mostra bolognese, l’opera di Jan Vermeer si offre oggi al pubblico in tutta la sua aggraziata bellezza: concluso un tour di due anni nei più importanti musei del mondo (raggiungendo la quota di un totale di oltre 1,2 milioni di spettatori), torna al Museo Mauritshuis – protagonista della proiezione, nella cornice dei suoi numerosi altri tesori – restaurata e pronta a raccontare la sua storia.
Dopo il grande successo della stagione passata, il calendario 2014/2015 ha visto proiettare bellezze monografiche circolanti attorno alcune delle gallerie più preziose ed estemporanee del patrimonio umano, come il misterioso Hermitage (in occasione del 250° anniversario dalla nascita, in pieno secolo illuminista, del Museo di San Pietroburgo fatto erigere dalla zarina Caterina II per preservare una sua privata collezione berlinese), i Musei Vaticani della Città Eterna (in 3D, per l’occasione in compagnia del Direttore dei Musei, il Prof. Antonio Paolucci) e la Tate Modern di Londra, su come Matisse – costretto dalla malattia – avesse abbandonato la pittura per dedicarsi ai suoi celebri collages, i “dipinti con le forbici”.
Nondimeno, l’anno nuovo ci riserva dalla grandiosa retrospettiva su Rembrandt tra i segreti dei volti che – come diceva Ernst H. Gombrich – “solo gli occhi sagaci e attenti di Rembrandt paiono riuscire a svelare” (10 febbraio), fino all’attesissimo appuntamento dedicato a Vincent Van Gogh (14 aprile) a 125 anni dalla sua morte, celebrato con l’apertura delle porte nientemeno che dal Museo Van Gogh di Amsterdam, col proposito di offrire nuova luce e nuove retrospettive sulla figura di uno degli artisti più studiati e ammirati. Per chiudere trionfalmente con tutta la poesia dell’arte degli Impressionisti (26 maggio), pionieri di una rivoluzione che ha stravolto il mondo dell’arte: Cezanne, Monet, Degas e molti altri, raccontati attraverso una mostra sul collezionista d’arte parigino Paul Durand-Ruel.
Si tratta di tour cinematografici esclusivi, firmati dalle più importanti produzioni internazionali, studiati per guidare la platea alla scoperta di artisti, dipinti e spazi museali d’eccezione. Un’eccellente iniziativa per portare, attraverso la settima arte, quella più tradizionale a un cospetto più popolare, grazie alla straordinaria possibilità di “osservare quadri e sculture nel dettaglio, ascoltare il racconto degli organizzatori, entrare nelle segrete stanze e negli spazi in genere inaccessibili che hanno visto la mostra prendere forma”: un’occasione unica di scoperta per gli appassionati, e di appassionarsi per quelli a cui, l’arte, ancora non era stata saputa raccontare.


