Grazie ad un’indagine della Guardia di Finanza di Bassano del Grappa, sono state fatte importanti scoperte che riguardano il mondo del lavoro.
Due società, che avevano una residenza fittizia all’estero, a San Marino e in Svizzera, faceva sì che venissero impiegati abusivamente ragazzi, nel campo della ristorazione e alberghiero. Questo accadeva nei periodi in cui c’era particolarmente bisogno, per una maggiore concentrazione di cerimonie magari. Coinvolti in questo ‘giro’ sono circa 2.700 studenti, alcuni dei quali addirittura minorenni. Ragazzi tutti pagati in nero, che da svolgere una sorta di stage e invece venivano praticamente sfruttati.
Sfruttati perchè lavoravano ad un salario bassissimo e i finanzieri hanno dichiarato che i mediatori, si facevano pagare 60 euro alla settimana per ogni studente che veniva impiegato nelle cucine, nei bar o alberghi. L’inserimento degli studenti nei vari esercizi era del tutto lecito, visto che esso avviene dietro previo accordo tra gli istituti scolastici e le aziende, che prevede delle ore di ‘pratica’ sul campo. Era previsto, quindi, un intermediario che, ovviamente dietro pagamento, procurava studenti agli albergatori e ristoratori. Tuttavia, nel caso preso in considerazione, non si poteva più parlare di rapporto scuola-lavoro, ma di lavoro vero e proprio. Lavoro in nero, come abbiamo già detto, dato che non c’erano contributi per gli studenti. I mediatori chiedevano alle aziende di scrivere una lettere d’incarico con cui si definiva l’impiego, a tempo determinato, di un certo numero di studenti e dietro pagamento di 60 euro per ogni risorsa umana procurata. Come spiega lo stesso capitano Pietro de Angelis: “L’importo veniva poi riportato nelle fatture emesse dalle due società, falsamente residenti all’estero, evadendo però le imposte dirette e l’Iva”.
Si tratta soprattutto di scuole situate in Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, 36 in tutto. Le aziende, invece, si trovano in Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Toscana, Umbria, Abruzzo, Puglia, Sicilia e Sardegna. I ragazzi del Sud erano orientati verso il Centro e il Nord. Quattro sono le persone denunciate, con l’accusa di somministrazione fraudolenta di manodopera. I finanzieri hanno inoltre calcolato che le persone in questione hanno evaso l’Iva per circa 200 mila euro su un milione di importo. Quindi si va ad aggiungere anche l’accusa per frode fiscale.