Giovanissima, bella ma soprattutto brava.
Tre aggettivi classici e dei più scontati. E dietro le righe di Alessia D’Andrea c’è ben altro.
Da Ian Anderson e ad un tour con i leggendari Jethro Tull, fino a numerose pubblicazioni in tutto il mondo con un curriculum che vanta collaborazioni con artisti di fama internazioneale quali David Arch (Paul McCartney, Robbie Williams), Steafan Hannigan (Bjork, Depeche Mode), Stephan Zeh (Lionel Richie, Phil Collins) Florian Opahle (Jethro Tull, Greg Lake) e molti altri.
Difficile etichettare questa artista, musicista, cantautrice.
Brani dai travolgenti remix dance, anche dalle firme più prestigiose del settore in Italia.
E poi la Renilin firma un nuovo disco che questa volta, per la prima volta nella sua giovane carriera, è tutto in Italiano.
Si intitola “Luna d’inverno” ed è una produzione svoltasi anche in Svezia, Germania e USA.
Anche se a dirla tutta, tra le nuove dieci canzoni esce fuori dal coro la traccia numero sette dal titolo “Beyond the clouds” – in inglese, un bentornata a casa, una stravolgere suite pop americana che di sicuro niente a che vedere con il resto del disco, se non nelle ambientazioni e nel genere (forse).
“Luna d’inverno” è un bel disco di pop italiano, sul limite ultimo della classica struttura italiana si affaccia una sperimentazione che non vuole mai esagerare, tra elettronica e suoni sintetici ad una delicatezza molto matura della sua voce adorna di poche sovrastrutture musicali.
Anche un solo piano e voce sono sufficienti per far capire di cosa parliamo come per esempio accade già nella prima parte proprio della prima traccia che da poi il titolo al disco.
Si aprono mille curiosità, mille domande e probabilmente la cosa migliore sarebbe quella di metterle da parte e abbandonarsi al disegno effimero quanto trasgressivo che regna dietro la semplicità di ogni singola canzone di questo nuovo disco di Alessia D’Andrea.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.