Si chiamano “double degree“, sono le doppie lauree che sempre più persone scelgono di conseguire.Sono le stesse università ad offrire questo tipo di corso di studi. Si tratta di più di 400 corsi che portano al doppio titolo, inseriti in vari atenei, sia pubblici che privati, in varie regioni d’Italia. Queste doppie lauree consentirebbero ai ragazzi di inserirsi più agevolmente nel mondo del lavoro, in Italia o all’estero, senza dover aggiungere degli esami, come previsto ora. Sarà possibile, ad esempio, studiare architettura al Politecnico di Milano e nello stesso tempo anche in Messico, Venezuela, Turchia; Agraria a Padova e in Danimarca. Ciò che si otterrà, saranno due titoli validi in tutti e due i Paesi in questione. O ancora Filosofia a Bologna e in Germania; Sociologia a Trento e in Spagna; Cooperazione internazionale alla Sapienza di Roma e in Colombia; Ingegneria delle Telecomunicazioni al Politecnico di Torino e in Cina. La tesi verrà discussa in Italia, ma potrà esserci l’intervento, via Skype, della commissione dell’università convenzionata.
Sicuramente si tratta di una formazione più completa di quella “normale” che aprirà più porte nel mondo del lavoro. Naturalmente, il requisito fondamentale per poter accedere ad un tale percorso di studi, è la conoscenza della lingua del luogo dove si studierà, e ottimi voti. Non si tratta di un iter per tutti, insomma, e non sicuramente facile. Attualmente, all’università Bicocca di Milano, sono attivi sette corsi: Economia, Economia del Turismo, Geologia, Turismo, Progettazione di servizi sociali, Biologia, per ciò che riguarda le lauree magistrali, e una triennale, Ottica e optometria.
La città di Treno è stata la prima a stipulare, nel 1997, accordi con università straniere, come quelle di Brema, Dresda, Friburgo. E ancora con la Francia, la Spagna, il Portogallo, i Paesi Bassi, l’Austria, la Croazia, il Regno Unito, la Svezia, la Finlandia, l’Ungheria, la Repubblica Ceca, la Lituania, gli Stati Uniti e la Cina. Ci sono, tuttavia, anche altre atenei che si sono attivati in tal senso: si possono contare 29 atenei che offrono il double degree.
Al giorno d’oggi, quando il lavoro sembra quasi un miraggio, la preparazione diventa quasi l’unica chance per poterne trovare uno. E’ per questo che le università devono assicurare agli studenti un percorso formativo che possa renderli preparati al meglio e sempre più competitivi. Lodi, dunque, a quegli atenei che si stanno muovendo in questo senso, pur con qualche remora. Ci chiediamo se questo tipo di iter non invogli sempre più persone a lasciare l’Italia per trasferirsi all’estero, causando la cosiddetta ‘fuga di cervelli’ che al nostro Paese non giova affatto.