di Marco Vittoria

Torna in scena il cantautore brianzolo Stefano Vergani, dopo anni di militanza nell’Orchestrina Acapulco, “rubandosi” due dei suoi elementi storici, con un progetto che questa volta è lecito chiamare da solista.
Si intitola “Applausi a prescindere” ed è stato subito ottimamente accolto dalla critica di settore e non solo.
Un disco di musica che sembrava perduta, intelaiature preziose per celebrare la fragilità umana in tutte le sue sfaccettature, nel bene e nel male.
Portanti i temi come l’amore e i suoi vizi, l’eros, l’invidia e la gelosia e non ultima anche la solitudine e la ricerca di aiuto.
La Francia bohémien e l’Italia di tutti i giorni, la ricerca di se stessi o l’essere complici di una massa preconfezionata.
Arrangiamenti che in gran parte hanno caratterizzato la carriera di Stefano Vergani il cui esordio risale al 2005 anno in cui firma con l’Orchestrina Pontiroli il suo primo lavoro dal titolo “La musica è un pretesto la sirena una metafora”.
Tra i riconoscimenti ottenuti finora dal Stefano Vergani anche traguardi importanti quali l’esibizione al primo “Mantova musica festival”, la partecipazione al Club Tenco nel 2004, il primo premio “Non Sparate Sul Pianista” nel 2005 e a “Musica da Bere” nel 2011.
Con questo quarto capitolo della sua discografica, la musica d’autore italiana torna ad aprire un capitolo assai prezioso che è legato al racconto di storie e dei suoi personaggi, e in questo Stefano Vergani è maestro restituendo al tutto uno scenario sonoro di altri tempi, sicuramente anni luce dall’industrializzazione digitale che oggi è ormai divenuto il filo conduttore di qualsiasi cosa.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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