ACERRA. Pierluigi Tortora e il suo “Incanto napoletano” stregano il Rostocco con una performance nuova, intensa, efficace.
Un leggio, un uomo, un viaggio.
La quarta stagione parte all’insegna della poesia.

Da Di Giacomo a Moscato, passando per Viviani ed Eduardo, immersi in una Napoli attualissima, schiava sempre degli stessi meccanismi, figlia delle stesse ingiustizie, il pubblico entra in contatto con mostri sacri della nostra tradizione passata ed attuale.

La scelta delle poesie, compiuta dall’attore casertano, varia dal tragico al comico, dall’aneddoto alla riflessione, conservando un comune denominatore: l’atavica ironia (persino nella miseria più nera) del popolo partenopeo, la sua ostinata resistenza.

La scenografia scarna consente al pubblico di concentrarsi su un interprete straordinario, impegnato in un costante concerto di gioie, dolori, speranze e delusioni, adulti e bambini, donne ed uomini.

Un’importante prova d’attore lascia tutti a bocca aperta…

Buona la prima!

Grazie dell’ospitalità!

Addetto Stampa

Federica Pacilio

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