di Giovanni Lucifora

E’ una denuncia che fa venire i brividi quella del sindacato di polizia. Brividi perché in un periodo di allerta terrorismo su scala globale, l’accesso di una trentina di cittadini algerini in un aeroporto internazionale che poi spariscono nel nulla, bè, un po’ di impressione la crea. Il pensiero va ovviamente ai terroristi dell’Isis che negli ultimi mesi hanno alzato il tiro decapitando e scandendo minacce nei confronti dell’occidente.

L’eco delle intimidazioni contro Roma e i cristiani ha solo un valore simbolico ma abbiamo visto che dalle parole ai fatti, purtroppo, il passo è breve. Dunque è il momento di capire se sono in corso operazioni che possano concretizzarsi in attentati. E’ di pochi giorni fa infatti la minaccia del portavoce del sedicente ‘Stato islamico’, Abu Muhammed Al Adnani, che invitava gli jiahdisti a distruggere la croce, conquistare Roma e a catturare le donne occidentali.

Nel mese di settembre, secondo il Consap, sarebbero stati 35 i nord africani che una volta atterrati al Leonardo da Vinci si sarebbero dileguati in vari modi. Addirittura sarebbero stati notati mentre indossavano tute simili a quelle del personale di terra. Adesso sono ricercati ma sarà difficile intercettarli in quanto non si conosce la loro identità.

Gli algerini avrebbero fatto scalo a Roma provenienti da Algeri o da Istanbul. Per questo il sindacato dei poliziotti ha convocato nei giorni scorsi un’assemblea nella quale si è parlato proprio di questa che possiamo definire una ‘falla’ nel sistema di sicurezza dell’aeroporto romano. Secondo il Consap, oltre a indossare tute da lavoro, altri immigrati, una volta scesi dall’aereo, si sarebbero allontanati autonomamente raggiungendo la recinzione dello scalo, scavalcandola e scomparendo nel nulla.

C’è da sottolineare che potrebbe trattarsi di persone utilizzate dalle organizzazioni criminali per il trasporto di droga o per il traffico di esseri umani dell’immigrazione clandestina ma la preoccupazione principale è quella che siano legati a gruppi terroristici; in questo senso però, fortunatamente, non ci sono conferme.

L’impressione è che comunque siano bene organizzati. Sparire nel nulla all’interno di un aeroporto, per giunta internazionale, non è semplice quindi qualcuno certamente li avrà aiutati, direttamente o indirettamente. Dalla partenza dove mostrerebbero documenti fasulli, all’arrivo per accedere alle vie di fuga.

I servizi segreti algerini hanno schedato a partire da quest’estate circa 130 persone dirette in Europa in nome della Jihad. E torna in mente la notizia di quattro anni fa quando all’Esquilino la polizia arrestò un algerino legato al Gruppo islamico armato (Gia). L’attenzione è altissima e adesso il dispositivo delle forze dell’ordine sarà rafforzato con una quarantina di uomini.

Sotto accusa è finito anche il sistema E-gate di lettura automatica dei passaporti ai varchi extra-Schengen. Un sistema che sembra non riesca a ‘leggere’ nomi e cognomi con apostrofi e accenti. La richiesta delle forze dell’ordine dunque è sempre la stessa: più sicurezza per chi opera in scenari come quello appena descritto e più sicurezza per i passeggeri del Leonardo da Vinci, più di 35 milioni di persone l’anno.

Redazione

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