ESPLOSIONE NELLA RISERVA DELLE MACALUBE. APERTA UN’INCHIESTA DELLA MAGISTRATURA

“Siamo profondamente addolorati per la sciagura che in Sicilia ha distrutto una famiglia. L’improvvisa esplosione del cosiddetto ‘vulcanello’, venti tonnellate di impietoso fango che ha inghiottito due fratellini provocandone la morte, forse non poteva essere evitata. Ma potevano essere evitate tante altre cose”. Ė il commento del presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato sulla triste vicenda della riserva naturale delle Macalube, nei pressi di Agrigento. “Attendiamo con fiducia i risultati dell’inchiesta aperta dalla magistratura ma non possiamo evitare di porci alcuni interrogativi. Il primo: come mai, dopo gli allarmi di agosto, per cui la riserva è stata chiusa 15 giorni, non si è proceduto a un monitoraggio della situazione? E ancora – incalza Maritato – nel paese in cui i geologi sono a spasso, come mai in tale riserva non sono state previste tali figure professionali? Vorremmo sapere inoltre con quali criteri si assegnino in concessione territori altamente a rischio e soprattutto come mai Legambiente, che gestisce un’area con tali caratteristiche, non abbia mai promosso sul territorio attività di formazione, prevenzione, intervento in emergenza in ambito di protezione civile, contrariamente a quanto asserito nel proprio statuto. Il rimpallo di responsabilità tra la Regione Sicilia e l’associazione di volontariato non aiuta nessuno – continua il presidente – e AssoTutela chiederà di visionare la convenzione per appurare a chi competano le attività di prevenzione e monitoraggio del territorio”.

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