di Dei Pieri

Dopo un’attenta analisi degli studi condotti dall’Esimio Dott. Capatonda, in arte ‘Maccio’, abbiamo realizzato la spaventosa avanzata del cosiddetto ‘Italiano Medio’; ma poiché riteniamo il nostro lavoro un servizio utile alla comunità, non ci siamo dati per vinti e abbiamo pubblicato la lista delle 10 Castronerie Morali (o P.P.P.) alle quali dovete rintanarvi sotto il tavolo o spegnere il televisore.

10- “ABBIAMO UNA CARENZA DI FONDI, A CAUSA DI…”: Solitamente quando un Paese affronta gravi momenti di crisi (ma anche quando non avviene e si deve giustificare una grossa falla) è utile dirottare la rabbia e la stanchezza popolare verso un bersaglio poco definito e generico, portando avanti -quando ci sono!- motivazioni labili come la cultura nei libri di Moccia. In questi casi finiscono nel mirino extracomunitari o appartenenti a minoranze varie.

9- “USCIREMO DALLA CRISI CON LA FIDUCIA DEGLI ITALIANI!”: È come dire che ‘La dieta inizia lunedì!’, che ‘La cosa più importante è credere in sè stessi!’ o che ‘Stavolta Berlusconi non si ricandida più!’. Lo sentiamo sempre, ma non siamo sicuri che sia proprio vero. Anzi…

8- “NUTRIAMO UNA GRANDE STIMA IN…”: Tutto e il contrario di tutto. Quando sentite questo, c’è un accordo sul tavolo e tutto dipende dall’immagine di unità che le due parti (il ‘fiducioso’ e il beneficiario di tal fiducia) devono dare all’opinione pubblica. Ma la popolazione nutre in loro la stessa fiducia di quella riposta da Bambi nei confronti di un cacciatore. Indovinate chi sarà a piangerne le conseguenze.

7- “È NOTEVOLE IL PROFILO CULTURALE DEL MINISTRO”: “Ottimo criterio di scelta!” No, non è ciò che pensate. Ma essendo italiani, probabilmente è esattamente quello a cui avete pensato! Suvvia, siamo in un Paese che dedica pagine di giornale alle scollature delle nostre quote rosa, interi servizi giornalistici sul gelato artigianale più buono dell’anno e tralascia pure i grandi avvenimenti che stanno colpendo il mondo… Quando parliamo di ‘culturale’ è normale pensar male!

6- “RISPETTIAMO IL PARERE DEI GIUDICI”: Come quando a scuola vi dicevano di rispettare il giudizio degli insegnanti ma vi scappava lo stesso: “Quell’idiota! Che schifo! E Luca prende voti più alti perché è il suo preferito…”. Infantile e bugiardo. E spesso pure colpevole! Sarebbe stato meglio mordersi la lingua?

5- “SE FOSSIMO STATI NOI AL GOVERNO!” : …poi ci stanno loro e non cambia niente. Puntualmente.

4- “DOBBIAMO FARE TUTTI DEI SACRIFICI PER RIPRENDERCI”: Ognuno sacrifica quel che può. Jovanotti, riprendendo una poesia di Trilussa, scriveva quando ancora era un pischello: “se tu mangi due polli e io nessuno, statisticamente ne abbiam mangiato uno per uno”. Solo che qui funziona al contrario. Se per la maggior parte degli italiani il sacrificio è stringere la cinghia sul cibo, perché per chi chiede sacrifici basta un pieno in meno nel Ferrari? VOTO: Totò! “A proposito di politica, ci sarebbe qualcosa da mangiare?”

3- “BISOGNA CREDERE NEI GIOVANI, IL FUTURO SONO LORO”: Che di per sè, non sarebbe un cattivo proposito, ma l’Isola Che Non C’è si trova in un mare pieno di squali, il coccodrillo ha figliato e Capitan Uncino ha un bel vantaggio numerico stavolta. Quindi a meno che non stiano arrivando i rinforzi, datevi da fare e rimboccatevi le maniche, perché qui tra tagli alle scuole, alle università, i laureati nei call-center e gli economisti/grossisti di divani schiaffati in TV, più che favola sembra un horror di serie B.

2- “SIAMO RIUSCITI A REALIZZARE TUTTI I TRAGUARDI CHE CI PREFIGGEVAMO GRAZIE ALL’IMPEGNO COSTANTE DIMOSTRATO”: Il politico-medio è un uomo capace di trarre un problema da ogni soluzione, un po’ come le donne. Quindi nel qual caso dovesse riuscire a risolvere un problema, è altamante probabile che lo abbia precedentemente provocato lui. “Ha visto? Sono riuscita a ripararle la macchina!” “Ma me l’ha tamponata lei, cretina!”.

1- “CHI DOVRÀ PAGARE, PAGHERÀ SENZA SCONTI!“: AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH.

Simone Dei Pieri

Simone Dei Pieri. Classe '93. Si parla di quel che si può, semplicemente.

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