di Francesco Moresi
Finalmente la nazionale italiana di calcio avrà il suo allenatore, dopo più di due mesi di vacanza del ruolo, in seguito alle dimissioni di Prandelli dopo il flop mondiale in Brasile. Tavecchio, neo-presidente federale della FIGC ha scelto Antonio Conte, ex allenatore della Juventus e considerato da tutti il migliore c.t. in circolazione in grado di poter risollevare le sorti della nazionale italiana. La candidatura dell’ex tecnico bianconero, si era fatta largo prepotentemente negli ultimi giorni, scalzando altri nomi come quello di Mancini o di Zaccheroni, ex c.t. della nazionale nipponica.
Conte firmerà un contratto biennale fino al 31 Luglio 2016, percependo circa 3,6 milioni di euro netti l’anno che in parte verranno pagati dalla Puma, sponsor tecnico della nazionale azzurra, che ha svolto un ruolo fondamentale nella scelta definitiva dell’allenatore.
Il nuovo c.t. azzurro andrà a ricoprire un ruolo inedito nel nostro calcio, poiché Conte sostituirà in toto: la figura dell’ex allenatore Prandelli e di Sacchi, coordinatore del settore tecnico. Questo è stato, infatti, uno dei punti fondamentali della trattiva tra il presidente federale Tavecchio e l’entourage di Antonio Conte. L’Italia, quindi, si affiderà interamente alle capacità tecniche dell’ex bianconero che sarà responsabile della Nazionale A, in quanto selezionatore, ma avrà anche il compito di coordinare le giovanili, a cominciare dall’Under 21.
La nuova nazionale di Conte con ogni probabilità riproporrà quel 3-5-2 con cui, il tecnico leccese, è riuscito a conquistare tre scudetti consecutivi alla guida della Juventus. Il progetto tecnico del nuovo allenatore, ripartirà senz’altro da senatori come De Rossi, Chiellini e probabilmente Pirlo che con Conte stesso a Torino ha vissuto una seconda giovinezza. Il neo c.t. italiano tenterà di convocare qualche giocatore proveniente dall’Under 21, anche se il lavoro da fare in tal senso sarà molto duro, considerando che la maggior di questi non ha un grosso minutaggio nei club di appartenenza, per non parlare dell’esperienza internazionale, quasi nulla. Sicuramente il cambiamento non potrà essere immediato ed inizialmente il nuovo allenatore punterà su una squadra composta da giocatori maturi e con una certa esperienza, non perdendo di vista i giovani italiani, che riusciranno a mettersi in mostra sia in serie A che nella serie cadetta.