di Giovanni Lucifora

Adesso bisognerà chiarire alcuni aspetti sulle indagini e sui fatti che ruotano attorno alla morte del Pirata. Che non si sia trattato di suicidio erano in tanti a ipotizzarlo e ne è sempre stata convinta la famiglia di Marco Pantani che non ha mai creduto alla tesi, che giudiziariamente comunque ad oggi è una verità, del suicidio. Nel processo che è seguito alla morte del ciclista è stato assolto un presunto pusher mentre sono state condannate due persone che gli avrebbe fornito e recapitato la cocaina in albergo niella stanza D5 dell’hotel Le Rose di Rimini.

Nel 2011 intervistai la mamma del Pirata, Tonina Belletti, che praticamente anticipava il contenuto dell’esposto che la Procura di Rimini ha accolto il 2 agosto scorso riaprendo di fatto le indagini.

Di quell’intervista ‘Vento Nuovo’ pubblica uno stralcio, quello relativo alle ultime ore di Pantani a Rimini. La signora Tonina ha trascorso intere settimane a studiare le carte processuali ed è sempre più convinta che “Marco sia stato ucciso”, movente: aveva scoperto qualcosa di pericoloso, legato al doping e alla sua squalifica nel giro d’Italia del 1999 a Madonna di Campiglio.

Tonina afferma che Marco non era andato in quel residence per drogarsi ma per incontrare la sua ex ragazza, cubista nel locale del pusher assolto in Cassazione. Ma c’è un particolare che colpisce nel racconto di Tonina:

“Pochi giorni prima, a me e mio marito, la Ronchi (Manuela Ronchi, manager del Pirata) ci ha mandato via da Cesenatico dicendo che Marco doveva stare solo perché aveva diversi impegni per decidere il suo futuro. Tutte le persone intorno a Marco ci dicevano di lasciarlo solo. Lo hanno fatto perché qualcuno voleva la strada libera per fare che?”

Arriviamo alle ultime ore. Perché è andato in quell’Albergo?

“Andò nell’albergo per vedere la sua ex Cristina. Si erano lasciati ma nel 2003 si erano riavvicinati, e io dissi a Cristina di stare molto vicino a Marco. Lei però si è riavvicinata solo perché aveva bisogno di soldi. Credo comunque che in quell’albergo Cristina ci abbia vissuto”

Di fronte all’albergo c’era l’abitazione dello spacciatore di cocaina che riforniva Marco?

“Si. Era Fabio Carlino (assolto in Cassazione) che riforniva Marco di cocaina. La mia idea comunque è che Marco sia andato in quell’albergo perché cercava Carlino credendo di arrivare alla sua ex Cristina. Perché quando Marco l’ha conosciuta, lei lavorava per Carlino, faceva la cubista nel suo locale. Infatti Carlino al processo ha detto che Marco non andò da lui per la cocaina ma per cercare di rintracciare Cristina che aveva cambiato il numero di cellulare”.

Secondo questa tesi dunque Pantani è andato al residence ‘Le Rose’ per incontrare la sua ex fidanzata. Ma cosa c’entra tutto questo con un omicidio?

“C’entra perché per quello che è emerso, secondo me, Marco è stato ucciso. In quella stanza sono state trovate cinque palline di mollica di pane cosparse di cocaina sopra una sedia, nessuno ne ha mai parlato, una di queste palline è stata trovata vicino la bocca di Marco; inoltre analizzando la posizione del corpo qualcosa non torna”.

Ovvero?

“L’hanno soffocato. Uno che cade perché si sente male non cade in quella posizione; è stato trovato sul soppalco, dove per me ci è stato portato. Non solo. Marco ha chiamato più volte i carabinieri dicendo che c’erano delle persone che gli stavano dando fastidio, ma nessuno ha fatto nulla. Marco vedendo che nessuno rispondeva alle sue richieste, ha chiamato ancora una volta il personale dell’albergo. Una cameriera è salita, ha visto la luce accesa e ha sentito bisbigliare dalla stanza ”.

La camera è stata trovata sottosopra come testimoniane anche le immagini girate dal personale della polizia scientifica. Ci sono testimoni che hanno sentito dei rumori?

“Si, alcune persone sostengono di aver sentito dei rumori”

Il corpo di Marco presentava dei segni?

“Marco per me ha preso le botte, aveva un taglio sul sopracciglio e sulla fronte, inoltre c’è una padella nel bagno. I giornali scrissero che Marco diede di matto e danneggiò l’albergo. Io dopo due anni, da sola, mi sono recata nell’albergo ed il proprietario mi ha detto che il casino nella camera lo ha fatto la polizia che cercava qualcosa”.

Dunque secondo lei all’interno della stanza prima della morte di Marco c’erano altre persone, magari legate allo spaccio di droga?

“Non posso parlare, escludo però la presenza della sua ex fidanzata Cristina. C’era una donna ma non posso dire chi, anche se non ho la certezza, ma questa persona è stata vista e non da sola, insieme ad altri due. Due uomini e una donna”.

Inoltre mamma Tonina escludeva nel 2011, anno di questa intervista, che l’omicidio fosse maturato nell’ambiente della droga dunque rimane quella del ciclismo. Nei prossimi mesi potrebbero arrivare svolte impensabili.

Redazione

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