di Simona d’Onofrio
Giornate di fuoco a Roma e non certo per le alte temperature.
Ricordiamo che il 1 agosto, una sentenza del Tar aveva ordinato di “ripristinare lo stato dei luoghi e dimezzare il numero dei tavolini degli esercizi pubblici”. Per di più, il Codacons ha inviato una sorta di sollecitazione al comando della Polizia Municipale: “Se entro le 8 di lunedì mattina non saranno rimossi da piazza Navona i tavolini illegali di bar e ristoranti sporgeremo denuncia contro il Corpo per omissioni di atti d’ufficio e mancata esecuzione dell’ordine di un giudice”. Naturalmente i vigili si sono mobilitati, iniziando a fare delle verifiche.
Dopo che alcuni ristoratori hanno provveduto a rimuovere circa 300 tavoli in totale, si è passati a nuove misurazioni e nel pomeriggio c’è stato nuovo blitz della Municipale con a capo il comandante Clemente. Facile immaginare le proteste e malumori tra quanti, dipendenti di bar e ristoranti, ormai rischiano il posto di lavoro: 150 sarebbero i lavoratori a rischio. A far scattare questo terremoto è stati il ricorso di due bar a cui il Campidoglio aveva ordinato di dimezzare immediatamente i dehors. Il loro ricorso è stato rigettato, così si sono visti costretti a ritirare tavolini e poltroncine in più. Ormai piazza Navona è stata per così dire ripulita dopo lo sgombro degli storici pittori di strada senza licenza, per fermare il commercio illegale, ed ora tocca a tavoli, sedie, ombrelloni e gazebo collocati senza permesso né pagamento del canone sui marciapiedi. Lo scopo è quello di mettere in sicurezza l’intera area della piazza, ma in realtà forse sta solo creando numerosi disagi. Sono sei i bar che hanno dovuto sottostare alla nuova ordinanza:”Quattro Fiumi,Vacanze Romane, Il Grifone, Panzirone, Tre scalini, Caffè Bernini. Sebbene per un’ottima causa, questa disposizione sta finendo col togliere, ad una delle piazze più belle del mondo, il suo fascino unico.