di Simona d’Onofrio

Scandalo nel mondo della scuola, per ciò che riguarda la provincia di Foggia. 

Ancora attestati falsi, gente che spaccia per veri diplomi falsi, pur di insegnare. A Lesina, infatti,  nell’ambito dell’operazione “Zero in condotta”, è stata emessa una un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari emessa, da parte del tribunale di Foggia nei confronti Anna Maria Stoico, 40 anni. L’accusa ritiene che, grazie al supporto tecnico di una cartoleria del posto, la donna avrebbe falsificato e poi venduto titoli e documenti ad alcuni «insegnanti di sostegno, per importi fino a 14.000 euro ciascuno.

Al momento sono indagati 56 insegnanti, che proprio grazie a quei documenti, sono riusciti ad ottenere incarichi di supplneza, superando molte persone aventi diritto, nelle graduatorie. In tal modo avrebbero ottenuto punteggi per diventare, poi, di ruolo negli istituti scolastici. La faccenda è stata spiegata dal colonnello Giuseppe Lubrano, il quale ha descritto una situazione di particolare gravità, visto che ad occuparsi dei bambini anche in tenera età, avrebbero dovuto essere persone competenti, in possesso di una specifica formazione. L’indagine ha inoltre evidenziato il danno subìto dallo Stato nel pagare gli stipendi a dipendenti che avrebbero dovuto essere qualificati. 

Simona d'Onofrio

Sono Simona d'Onofrio e mi occupo della sezione "Attualità" di Vento Nuovo. I miei studi umanistici, nonché la mia attività di insegnamento, hanno aumentato il mio amore per la lettura e per la scrittura, già molto forte. Il giornalismo è una passione da rincorrere con grande tenacia, ma anche con il desiderio di cambiare una realtà troppo spesso inaccettabile

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Sono Simona d'Onofrio e mi occupo della sezione "Attualità" di Vento Nuovo. I miei studi umanistici, nonché la mia attività di insegnamento, hanno aumentato il mio amore per la lettura e per la scrittura, già molto forte. Il giornalismo è una passione da rincorrere con grande tenacia, ma anche con il desiderio di cambiare una realtà troppo spesso inaccettabile