di Francesco Moresi

Vincenzo Nibali trionfa meritatamente al Tour de France 2014, riportando il titolo in Italia dopo ben 16 anni dall’ultimo trionfo nostrano targato Pantani. Lo squalo di Messina, diventa così il settimo atleta tricolore a trionfare al Tour, dopo Bottecchia, Bartali, Coppi, Nencini, Gimondi e appunto il “pirata” Pantani.
Il corridore messinese dell’Astana ha compiuto una vera e propri impresa sulle strade francesci, concludendo la Grand Boucle in solitaria e infliggendo distacchi abissali ai suoi diretti avversari in classifica generale. La maglia gialla conquistata già nella seconda tappa, non è mai stata messa in discussione, agevolata anche dai ritiri in sequenza di Froome e Contador, considerati dagli esperti i più accreditati per la vittoria finale, a causa di brutte cadute rimediate nei primi giorni di Tour.
Considerando il modo con cui Nibali ha affrontato le salite, le Alpi prima e in seguito i Pirenei, certamente i due sopracitati avrebbero trovato molte difficoltà ad intaccare la maglia gialla del messinese, che importante da ricordare, già nella seconda tappa oltre alla casacca iridata aveva inflitto loro già 2′ di ritardo.
L’impresa di Vincenzo Nibali non è un caso, il siciliano, ha dettato legge in ogni dove, conquistando addirittura quattro tappe come non accadeva da tempo ad un italiano. L’ultimo fu Alessandro Petacchi, velocista affermato che riuscì nell’impresa di conquistare lo stesso numero di vittorie del messinese, concludendo il giro con un ritardo spropositato rispetto al primo classificato.
A questo va aggiunto anche un dato statistico rilevante. Il messinese è stato più forte della Cabala stessa, poichè è stato il primo ciclista ad arrivare con la maglia gialla a Parigi, indossando la pettorina con il numero 41 (In 101 anni di Tour non si era mai verificato un caso del genere).
Se ripercorriamo, però, a ritroso la carriera di Nibali, ci si accorgerà immediatamente che il messinese non è esploso improvvisamente , come accadatuto ad altri ciclisti, poi per un caso o nell’altro scomparsi o ritornati nell’anonimato in poco tempo, piuttosto la sua è stata una scalata al vertice continua e graduale. Il sicialiano dell’Astana, classe ’84, ha iniziato, infatti, come gregario, dopo una brillante carriera da dilettante e successi nella categoria U23. Nel 2008/09 Nibali ha iniziato ad imporsi a grandi livelli, vincendo tappe importanti, prima al Giro e poi al Tour.
La svolta decisiva si ha nella stagione 2010 con la conquista del terzo posto al Giro d’Italia ma soprattutto la vittoria finale della Vuelta di Spagna, consacrandolo nell’Olimpo dei ciclisti più forti del momento. L’anno successivo, Nibali si piazza secondo al Giro d’Italia, battutto solo da uno strepitoso Contador.
Dal 2012 Nibali decide di concentrarsi unicamente su una grande corsa a tappe, per poter competere ad armi pari con i vari Contador, Froome, Wiggins, ovvero l’elitè del ciclismo mondiale del momento. In quello stesso anno, il messinese sale sul terzo gradino della Gran Boucle, conquistando la folla francese. Il 2013 infine è l’anno della vittoria e della consacrazione al Giro d’Italia, dopo due anni di piazzamenti.
Nibali non sembra volersi fermare affatto, ed a Settembre è pronto a battagliare per la conquista del mondiale anche se il circuito non si addice alle sue caratteristiche di scalatore-passista. Il ct Cassani però è pronto a convocarlo, cercando per quanto possibile di sfruttare le sue capacità e la sua forma strepitosa. Con un Nibali così, sognare è facile ed il sogno molto spesso non si scosta più di tanto dalla realtà.