di Fabio Camillacci
“Rosse” di vergogna. Al giro di boa del Mondiale di Formula 1, la Ferrari è diventata addirittura la quarta forza in pista. In classifica costruttori, infatti, il Cavallino Rampante è stato scavalcato dalla Williams dell’ex Felipe Massa e del nuovo talento del volante: il 24enne finlandese Valtteri Bottas, pilota velocissimo e glaciale, vero e proprio erede di Mika Hakkinen. Cosa sta succedendo alla casa di Maranello appena riconosciuta da Forbes come la squadra sportiva italiana dal maggior valore economico al mondo? Un autentico “profondo rosso” visto che la Ferrari non conquista un campionato del mondo dal 2007 quando trionfò Kimi Raikkonen.
Il marchio del Cavallino attualmente è 21° nel globo con un valore di 1,2 miliardi di euro. Ma, la scuderia del presidente Montezemolo è caduta in basso nonostante la grinta di Fernando Alonso, il quale continua a regalare emozioni da F1 di una volta. I due volti della luna, le due facce della medaglia. Team a pezzi e Alonso grintoso più di prima: 97 punti e quarto posto in classifica piloti per l’asturiano che lotta come un leone sfoderando sorpassi magistrali, d’altri tempi. Il pilota spagnolo però quest’anno non è ancora riuscito a vincere un GP; e mentre a Silverstone ha chiuso con un distacco di 18 secondi dal vincitore Hamilton, in Germania è arrivato staccato di ben 52 secondi da Rosberg.
Se Alonso pur tra mille difficoltà lotta e porta punti nel carniere, l’annata di Raikkonen, al contrario, è disastrosa. Il successore di Massa a Hockenheim ha finito il GP da doppiato. La macchina del finlandese dagli occhi di ghiaccio continua a perdere pezzi e carico aerodinamico; in Germania ha rotto una parte dell’ala.
In sintesi: Mercedes di un altro pianeta, Red Bull (motorizzata Renault) e Williams (motorizzata Mercedes) hanno fatto progressi enormi da inizio stagione a oggi, la Ferrari no e adesso deve pure guardarsi da Force India e McLaren (sempre motorizzate Mercedes). A proposito della crescita Williams: nonostante 3 incidenti nelle ultime 4 gare per Massa, la storica squadra britannica di Sir Frank ha collezionato 3 podi negli ultimi 3 Gran Premi. E dire che nell’intero 2013 aveva totalizzato appena 5 punti; oggi invece, a quota 121, ha scavalcato lo spento Cavallino che si proietta già al 2015 sperando di recuperare presto il terreno perduto e tornare ai fasti di un tempo.
Sarà James Allison l’uomo della provvidenza? I ferraristi lo sperano tanto. Allison avrà la responsabilità tecnica per riportare al top Maranello. Il team principal Marco Mattiacci (successore di Stefano Domenicali) punta molto su di lui. L’ingegnere inglese sarà il direttore tecnico del telaio, ma, anche il responsabile del progetto dell’intera monoposto rossa, con l’obiettivo di trovare il giusto equilibrio tra le varie parti della vettura visto che al momento la F14 T è molto instabile, soprattutto sul retrotreno. Infatti, nonostante abbia due piloti con una guida gentile e morbida, le Ferrari consumano troppo gli pneumatici. Un brusco passo indietro rispetto al passato, così come sul fronte affidabilità, da sempre il punto di forza del Cavallino Rampante.
L’altra area in cui la Ferrari deve migliorare, e presto, è la power unit (il nuovo blocco motore ibrido), autentico punto debole delle “rosse” e modificabile per regolamento l’anno prossimo solo nel 48% di componenti. Allison non a caso ribadisce: “Io non sono un ingegnere puro, il mio ruolo è che motore e telaio s’incontrino e funzionino al meglio. Gli obiettivi delle due aree sono gli stessi”. Dunque, manca sufficiente carico aerodinamico e serve più potenza. L’altro uomo cardine di Maranello per il futuro è Nick Tombazis. La Ferrari del 2015 passerà sempre per le mani del capo progettista, con l’auspicio che la vettura più amata dagli italiani riesca finalmente a crescere su prestazioni, potenza, velocità e affidabilità.
La speranza poi è che Fernando Alonso non decida di rompere in anticipo il contratto che lo lega a Maranello fino al 2016. Certo, il mercato piloti non offre molte opportunità di grido al pilota spagnolo: la Mercedes ha praticamente blindato Rosberg e Lewis Hamilton (i due driver in lotta per il titolo), la Red Bull non intende mollare il 4 volte campione del mondo Sebastian Vettel (contratto fino al 2015 per il tedesco) e il talentuoso prodotto del “Red Bull Junior Team” Daniel Ricciardo, 25enne australiano di origini italiane.
Di fatto, il prossimo anno per Alonso, l’unica suggestiva alternativa potrebbe essere soltanto la McLaren che tornerà motorizzata Honda. Il colosso giapponese infatti prepara il suo rientro nel “Circus” dopo 7 anni di assenza. Alonso vuole diventare il Prost o il Senna del terzo millennio? La Ferrari spera di no perché con Allison, Mattiacci, Tombazis e Alonso, il Cavallino Rampante sogna di risorgere in grande stile. Il “rosso” Ferrari deve tornare a essere il colore della vittoria non più quello della vergogna.


