Ancora un’altra tragedia in mare. Stesse scene, stesso strazio. Dall’Unhcr ci è giunta notizia della dispersione di almeno un’ottantina di immigrati nel naufragio di un gommone nel Canale di Sicilia. 27 sono i sopravvissuti al naufragio, arrivati martedì nel porto di Catania a bordo della nave Orione insieme ad altre centinaia di profughi. Sulla base delle loro testimonianze, la squadra mobile e la Capitaneria di porto di Catania, coordinate dal procuratore Giovanni Salvi ha aperto delle indagini. 

45 immigrati, di origine subsahariana, rinvenuti nella stiva del barcone attraccato a Pozzallo, dove si trovavano in condizioni disumane insieme ad altri 566 passeggeri, sarebbero morti per asfissia. La morte degli immigrati sarebbe avvenuta forse per asfissia. L’Unhcr ha fatto molti complimenti alla Marina militare italiana per la sua azione di soccorso, che ha fatto sì che si salvassero oltre 5mila persone in soli due giorni. Sono circa 500 i profughi che hanno perso la vita dall’inizio del 2014, ed altri continueranno a morire. Purtroppo, questi immigrati non hanno molte possibilità oltre a quella di rischiare la vita imbarcandosi e praticare la traversata del mediterraneo, cercando una vita migliore e scampo dalle guerre. E’ necessario, secondo l’Onu, che i governi forniscano urgentemente alternative legali ai pericolosi viaggi per mare, quali ad esempio il reinsediamento, l’ammissione per ragioni umanitarie e l’accesso agevolato al ricongiungimento familiare, così “garantendo alle persone disperate e bisognose di un rifugio la possibilità di cercare e trovare protezione e asilo”.

Simona d'Onofrio

Sono Simona d'Onofrio e mi occupo della sezione "Attualità" di Vento Nuovo. I miei studi umanistici, nonché la mia attività di insegnamento, hanno aumentato il mio amore per la lettura e per la scrittura, già molto forte. Il giornalismo è una passione da rincorrere con grande tenacia, ma anche con il desiderio di cambiare una realtà troppo spesso inaccettabile

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Di Simona d'Onofrio

Sono Simona d'Onofrio e mi occupo della sezione "Attualità" di Vento Nuovo. I miei studi umanistici, nonché la mia attività di insegnamento, hanno aumentato il mio amore per la lettura e per la scrittura, già molto forte. Il giornalismo è una passione da rincorrere con grande tenacia, ma anche con il desiderio di cambiare una realtà troppo spesso inaccettabile