Mentre ieri sera qualcuno nel mio paesino pensava bene di creare una bomba carta e di posizionarla correttamente (causa problemi politici), io ero occupata a parlare del mio libro “Per un grammo di gioia” durante la sua presentazione. Con me in libreria c’era la mia famiglia, gli amici più cari e anche (c’è da dire per fortuna!) persone che non conoscevo. E’ stato bello parlare di come ho lavorato alla mia opera, del perché non avrei creduto mai possibile una pubblicazione e del mio bisogno di scrivere per tutta la vita.
Qualcuno là fuori incastrava bene i pezzi della bomba carta e noi chiacchieravamo tra amici. Mi si illuminavano gli occhi ogni volta che esclamavo “Non abbandonate i vostri sogni!! Lottate per tutto quello in cui credete!”. Si parlava di SOGNI, di SPERANZE, di CULTURA. Quelle strane forze che ancora muovono il mondo e lo salvano ogni volta, nonostante certe realtà cerchino di camuffare tutto sotto un’enorme montagna di schifo. Quelle stesse realtà a cui vorrei non credere mai, le stesse che mi fanno paura perché basate sull’inciviltà e sul terrore. Realtà in cui IO non voglio vivere.
Mentre là fuori si preparava il caos, noi ridevamo fragorosamente delle persone che cercano di mettere i bastoni tra le ruote ai nostri sogni, di quelli che qualunque cosa accada non andrai da nessuna parte, perché cosa mai vuoi fare tu, laureata in Lettere Moderne e musicista? Oggi il merito va solo a chi studia Medicina, Giurisprudenza e Ingegneria. Facoltà a cui riconosco un enorme carico di lavoro ma delle quali non mi sento di dire che rendano un loro laureato migliore di me. Bisognerebbe imparare a rispettare le persone indipendentemente dalla loro laurea e a riconoscerne il merito là dove sia necessario.
Pensavo tra me e me a quelle persone che pretendono il mio libro in regalo, gente che più o meno conosco e a cui rivolgo sempre un cortese “Buongiorno” e “Buonasera” per educazione. Gente che non immagina neanche lontanamente quanta fatica abbia comportato per me la stesura del libro, la ricerca del titolo giusto, le lunghe notti con gli occhi rossi per trovare un’immagine che rappresentasse al meglio ogni singola frase della mia piccola opera. Resto sconvolta ogni giorno davanti alle esclamazioni di questi signori e signore che mai vorrebbero pagare il mio libro perché tanto, che sarà mai se regali a loro o ad altre 30 persone una copia? E’ un libro, no? Mica una macchina o un cellulare. E c’avete ragione cari miei. E’ SOLO UN LIBRO. E’ SOLO UN SOGNO.
Mentre il mondo esterno complottava un’azione tristissima già soltanto a pensarla, io spiegavo al pubblico che l’amore per la scrittura nasce spontaneo ad una lettrice compulsiva come me. Cercavo di far capire ai ragazzi là presenti che i nostri sogni sono preziosi, che per nulla al mondo vanno chiusi a chiave nel più vecchio cassetto di casa. Nessuno deve toglierci la voglia di fare sempre meglio, nessuno ha il diritto di farci perdere le forze mentre cadiamo arresi di fronte alla prima stupida difficoltà.
Io credo in un mondo migliore con tutta me stessa. E, potete starne certi, non smetterò mai di lottare per averlo. Se il mio libro può essere una piccola ancora di salvezza per qualcuno io comincerò da qui e accenderò altre luci che mi auguro possano illuminare la vita di tanti. LA CULTURA SALVA LA VITA, SCRIVETELO A CARATTERI CUBITALI NEL VOSTRO CUORE.
